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Le Lune di Giove ci abbraccia con una speciale Pop Porno (sono la tua Janis)

Uscirà venerdì 27 maggio “POP PORNO (sono la tua Janis)” (Al-Kemi Records / Ala Bianca – https://lnk.fu.ga/LDG_pop_porno), la rivisitazione di LE LUNE DI GIOVE del brano de Il Genio, diventato un vero e proprio caso mediatico nel 2008.

Le Lune di Giove

Sfrontato, sensuale e ironico, “Pop porno” ha diviso l’opinione pubblica e caratterizzato un’intera generazione, tanto che oggi è considerato un cult della canzone italiana. “Pop porno (sono la tua Janis)” è una versione più rock ed elettronica, con uno special inedito, che diventa anche quasi un rap che dimostra tutte le capacità vocali e interpretative di Ludovica Trinx, artista poliedrica e versatile che si cela dietro Le Lune di Giove.

«Ho voluto rendere omaggio a un grande successo degli anni Duemila, che è parte del mio bagaglio artistico e, affettuosamente, un ricordo della mia adolescenza. Il duo de “Il Genio” non avrebbe potuto autodefinirsi con uno pseudonimo migliore. Amo l’ironia e l’intelligenza nell’arte, e secondo me questo brano ne ha da vendere. La mia riflessione a riguardo dell’argomento? Oggi consideriamo il sesso un tabù, più che un meraviglioso istinto naturale. L’essere umano soffoca questa fame, oppure si sazia guardingo, così limitando la sua libertà sessuale», racconta Ludovica Trinx.

Le Lune di Giove, al secolo Ludovica Trinx, è una cantautrice milanese. Il suo nome d’arte è ispirato dalla fusione della Luna che simboleggia austerità, e dal pianeta Giove che è il pianeta più grande, considerato il pianeta della fortuna. Proveniente da un background molto profondo, il suo è un progetto alternative senza definizione di genere, un mashup di contaminazioni e stili inedito. Dopo un anno di ricerca, inaugura il 2022 con “Saremo 1”, il singolo di debutto uscito lo scorso febbraio, a cui ha fatto seguito “Iva”.

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Galeffi, racconta la sua storia in Belvedere

DI LUCREZIA VITTORIA NATALE

E’ uscito Belvedere (Capitol Records/Universal Music Italy), nuovo album di Galeffi, pseudonimo di Marco Cantagalli. Il cantautore romano presenta il suo nuovo progetto nato dalla pandemia e dalla fine di una storia d’amore. È dalle sofferenze personali e collettive vissute dall’artista che nasce un album che invita “ad allenare il bene, ad evadere, a guardare il bello, il panorama che siamo noi e che sono gli altri”, come spiega lui stesso.

Galeffi fotografato da Ilaria Ieie

Dodici brani diversi tra loro, ognuno un mondo. Dalle fisarmoniche e dal romanticismo di Un Sogno, passiamo ai pianoforti e l’universo interspaziale di Asteroide, per arrivare alla delicatezza di Malinconia Mon Amour.

L’artista ha presentato il suo nuovo progetto sul palco di Spaghetti Unplugged nei tre appuntamenti di Bologna, Milano e Roma. Ne ho approfittato per incontrarlo all’Alcazar di Roma e fare due chiacchiere non solo sul fantacalcio e del campionato che si chiude, ma anche su Belvedere.

Da quali esperienze nasce Belvedere?

È un album che nasce da esperienze che tutti abbiamo vissuto a causa della situazione COVID, che è stata una botta forte per tutti. Penso di averla sofferta in modo particolare perché Settebello, l’album che ho pubblicato nel 2020, è uscito proprio nella settimana del primissimo lockdown. Con tutto il lavoro che ho messo nell’album, è stata dura sapere di non poterlo suonare, vendere, condividere. Invece di posticipare il tour l’ho annullato perché ho sentito subito il bisogno di pensare al futuro e alla normalità a cui stiamo tornando in questo periodo. Allora, ho scritto Belvedere, nato dalle ceneri della pandemia e da altri eventi personali, come la morte del mio cane e la rottura con la mia ragazza dopo sei anni di relazione. Insomma, l’ispirazione per l’album è la mia vita di tutti i giorni, anche se con un po’ di fantasia.

Cosa pensi che sia cambiato in te a livello artistico e personale da Scudetto e Settebello a oggi, con Belvedere? Cosa è cambiato a livello musicale e perché?

È cambiato tutto, in modo naturale. Nella pandemia ho percepito che quel periodo avrebbe potuto cambiare la musica, le mode, e l’attitudine all’ascolto della musica. Ho pensato di creare un disco ambizioso, diverso, difficile, e l’ho fatto.

Non hai mai incluso dei featuring nei tuoi album. Che motivi ci sono dietro a questa scelta? Faresti dei featuring in futuro? Se si, con quali artisti pensi che questo potrà essere possibile?

Nonostante avrei potuto includerli, penso che un album debba essere il più personale possibile. Voglio che il disco sia mio. Comunque, se dovessi scegliere degli artisti con cui collaborare, questi sarebbero Cesare Cremonini, Giovanni Truppi, Calcutta, Niccolò Fabi, e Andrea Lazlo de Simone.

Come hai scelto la tracklist e l’ordine dei brani nell’album?

L’album ha più anime. Ha un’anima di leggerezza, che si può trovare in canzoni come Leggermente e Dolcevita, ma anche brani più “importanti”, se non pesanti, come Un Sogno e Appassire, che mi auguro che gli ascoltatori capiranno: dureranno per sempre. Mi piace decidere la prima e l’ultima traccia degli album perché sono due momenti importanti, l’inizio e la fine. Ho scelto quelle che penso siano le mie due canzoni preferite. Sono ossessivo per quanti riguarda le simmetrie. Si tratta anche di una questione di colore: ogni canzone rappresenta un colore e mi è piaciuto alternare questa tavolozza di colori musicali. Pensavo che questa fosse la giusta scelta cromatica.

Mentre scrivevi l’album avevi in mente un tipo di destinatario particolare?

Sì, la mia ex. Ma anche me stesso tra vent’anni.

Nel tuo lavoro senti la pressione del dover fare tutto bene, del dover vendere, di avere successo? Come gestisci l’ansia che può derivare da queste responsabilità?

Non ci penso. Non sono uno che fa scelte commerciali, com’è evidente dalla mia breve carriera. Faccio sempre scelte difficili, scelgo singoli difficili e non mi piace partecipare al fenomeno del mercato come altri possono fare. Scrivo anche molte canzoni come autore, anche se il pubblico può non saperlo.

Se non avessi una carriera nella musica, che lavoro sceglieresti?

Vorrei essere uno scrittore o uno sceneggiatore. Sono laureato in cinema e ho lavorato per il David di Donatello, ho scritto per Ciak, ho intervistato attori. Mi piace scrivere, siano libri, film, o canzoni. Da piccolo sognavo di fare il calciatore, ma ormai ho trent’anni ed è tardi: al massimo potrei fare l’allenatore.

Quale messaggio o consiglio daresti agli ascoltatori di Belvedere?

Incuriositevi. La curiosità ha valore. Siate liberi. E non accontentatevi della musica che vi propone la moda. Sembra che esista solo la musica della tv, della radio, di Spotify, ma non c’è solo quello. Ci sono tante belle realtà che meritano di essere ascoltate e amate. Ci sono artisti che meritano pubblico, tanti giovani e cose fighe che meritano di essere ascoltate.

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Jovanotti, aspettando il Jova Beach Party…RiPartyAmo

DI MARCO LATINI
All’Università Bicocca di Milano soffia un’aria diversa. Il quartiere Niguarda, situato nella zona 9 del capoluogo Lombardo, ospita l’imponente tempio dell’istruzione ed apprendimento. Un gigantesco complesso di edifici color rosso vermiglio che oggi pare più un affaccendato formicaio all’arrivo delle prime gocce.

Jovanotti fotografato da Francesco Prandoni

I corridoi, come le entrate ed i sottoscala, brulicano di ragazzi in assetto da festa. Sorrisi stampati, risate sommesse e zero testa sui libri. Per l’Università Bicocca è la mattina di un giorno da scrivere, per gli studenti è l’occasione unica di conoscere e vedere dal vivo un idolo fuori dal tempo, un uomo capace di emozionare e far ballare intere generazioni. L’aula Magna non si aspettava una prova così ardua. Affaticata e paonazza come un culturista sotto a un bilanciere eccessivamente carico, cerca senza successo di contenere le orde di adolescenti che invasori tentano di violarne i confini. In tutta l’aula galleggia un’atmosfera da cuor leggero, simile al profumo della primavera o all’emozione dell’attesa. Il brusio bianco cala improvvisamente, entra Lorenzo Giovanotti che come un eroe di guerra
interrompe le scorribande all’ingresso, i furti dei posti a sedere e le guerre alle prime file. Lorenzo è luminoso, come sempre. Penso che la sua serenità derivi da una profonda e coerente accettazione di sé stesso, un percorso costante che ha i tratti di una maratona più che di uno scatto. Jova dopo un paterno e caloroso saluto ai ragazzi presenti, introduce il meraviglioso progetto “Ri – Party – Amo”. “RI – PARTY – AMO”, è un progetto che nasce dalla collaborazione tra il Jova Beach Party, Intesa Sanpaolo e WWF Italia, con l’obbiettivo di rendere i cittadini protagonisti della salvaguardia e del restauro della natura Italiana. “Vogliamo trovare la spiaggia più pulita di quando siamo arrivati, senza rinunciare al divertimento”. Così dichiara Lorenzo, che con il suo progetto vuole ripulire 20 milioni di metri quadrati di spiagge, laghi, fiumi e fondali coinvolgendo oltre 10 mila volontari. La novità che ritengo geniale, sarà che gli eventi di pulizia saranno momenti di festa e socialità all’insegna della tutela ambientale. “RiPartyAmo” attraverso 6 grandi opere di ingegneria naturalistica, ricostruirà ambienti naturali fortemente danneggiati, ripristinando aree e habitat e migliorando la fruibilità da parte delle comunità locali. Giovani consapevoli, insegnanti preparati e leader responsabili, sono i risultati voluti dall’iniziativa. Verranno organizzati incontri nelle Università Italiane organizzati da WWF ed Intesa San Paolo. Verranno svolti con studenti ed insegnanti workshop multidisciplinari e pratici sulle tematiche ambientali per confrontarsi con gli esperti ed i volontari coinvolti nel progetto. Lorenzo è come un cuore che batte, è incredibile come riesca ad attrarre e smuovere le persone con la musica, unendo ed appassionando senza schemi, soltanto attraverso pure emozioni.

“Ciao Lorenzo, volevo andare oltre il Jova Beach Party e hiederti; nel quotidiano come rendi la tua vita più sostenibile?”. Lo faccio nei piccoli gesti di tutti i giorni. Miglioro attraverso le piccole azioni a portata di tutti. A casa mia ho eliminato le bottiglie di plastica, se devo fare dei lavori di ristrutturazione porto molta attenzione ai materiali che vengono utilizzati. È fondamentale avere un obbiettivo comune e capire come realizzarlo, ognuno con i suoi mezzi e nel proprio ambito.

“Parlando del Jova Beach Party, come vengono scelte le spiagge? Come riducete al minimo l’impatto dell’evento?”. Fin dall’inizio, con il WWF, abbiamo escluso spiagge con vincoli di tutela elevati o dove sono presenti livelli di protezione della Natura. Abbiamo chiesto spiagge già sotto pressione e dove fosse presente un’importante balneazione. Svolgiamo numerose procedure per rilevare gli impatti ambientali e capire se ci
sono i requisiti per effettuare l’evento.

“So che usi molto la bicicletta. È una passione o una scelta sostenibile?”.
La bicicletta per me è una passione pura. Riesce a farti immergerti nella vita ed allo stesso tempo a farti staccare da essa. Il turismo in bicicletta è il mio modo preferito di viaggiare; oltre a essere senza emissioni ti permette veramente di cercarti dentro e connetterti con l’ambiente celebrando la fatica.

“Come è nato il Jova Beach Party?”. Questo progetto fa parte di me da sempre. Il Jova Beach Party è fuori da qualsiasi standard. Non è un concerto, non è una vacanza, non si svolge nei soliti posti. Questo progetto unisce la mia passione per la musica e per organizzare feste, con l’amore che nutro da sempre per la natura. Voglio con la mia musica allargare gli orizzonti di chi ascolta, dare spunti di riflessione portando allegria.

“Il pubblico come potrà raggiungere le spiagge?”. Trenitalia ci darà una mano legandosi al Jova Beach Party. Metterà a disposizione delle navette con delle tariffe speciali, per disincentivare l’utilizzo delle macchine private. Inoltre “FIAB”, un’associazione che si occupa di sostenibilità e bicicletta, realizzerà dei percorsi agevolati per chi volesse raggiungerci in bici. Ho scoperto dell’Aparteid in Africa, grazie a un concerto. Ho scoperto del grande divario di povertà che esisteva nel mondo grazie alla musica. Con il Jova Beach Party volevo permettere a tutti di scoprire e conoscere nel modo migliore, cioè divertendosi.”

“Ri-Party-Amo è un progetto ambientale unico, che unisce in modo sinergico le forze, le energie e le competenze di tre partner eccellenti: Intesa Sanpaolo, da tempo impegnata in modo assiduo e coerente sui temi della sostenibilità, della responsabilità sociale, dello sviluppo inclusivo; Lorenzo Jovanotti, che lo ha scelto come progetto green nella nuova attesissima edizione del Jova Beach Party; e WWF Italia, che ha messo a punto un programma articolato di interventi di grande impatto su habitat naturali ed educazione ambientale.” Andrea Lecce, Responsabile Direzione Impact Intesa Sanpaolo. “Da dove può ripartire il nostro Paese se non dal prendendosi cura, con amore, della salute del nostro territorio e delle nuove generazioni. Ecco quando abbiamo immaginato Ri-Party-Amo abbiamo pensato a qualcosa capace di attivare le migliori energie e coinvolgerle in una delle più grandi mobilitazioni mai tentate per ripulire le spiagge italiane dalla plastica e mettere in cantiere progetti di restauro naturale.” Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia.