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Sanremo 2021, Giò Evan in gara con Arnica: l’INTERVISTA

di Carlotta Sorrentino

Gio Evan arriva per la prima volta in gara al 71° festival di Sanremo con il brano Arnica scritto dall’autore e prodotto da Katoo. il brano Arnica sarà presente nel nuovo album “Mareducato” in uscita il il 12 marzo. Il 16 Marzo sarà invece possibile acquistare, con l’album Mareducato la raccolta di poesie inedite accompagnate dalla musica intitolato Ci Siamo Fatti Mare.
Il poeta approda a Sanremo in veste di cantautore, lo abbiamo incontrato per farci raccontare qualche segreto sulla partecipazione al festival e sulla raccolta di poesie.

Come ti stai preparando?
Faccio le prove in un bosco, uso una penna al posto del microfono.
I tuoi viaggi sono sempre stati grandi protagonisti delle tue poesie e della tua musica, come è nato Arnica?
Ero a Genga che stavo facendo un’arrampicata ad un certo punto trovo una mono presa, io metto il dito su questo ditale ma scivolo e cado, però il dito rimane incastrato li. Mentre aspettavo i soccorsi mi è arrivata l’ispirazione e ho iniziato a scrivere Arnica. Generalmente io scrivo i brani solo con la chitarra in mano, ma con il dito rotto non riuscivo allora ho comprato una tastiera e mi sono fatto segnare così da poter scrivere quel brano. Non avrei mai pensati di arrivare a Sanremo, soprattutto con una canzone che non nasce dalla chitarra. Le mie priorità sono spirituali e sono altre, ma la mia squadra ha visto nel brano Arnica una forza unica e hanno pensato di provarci, alle volte bisogna fare cose anche per gli altri.
Parlaci del tuo rapporto con il mare?
Ho vissuto gli ultimi due anni a dieci minuti dal mare, ora che non l’ho più vicino mi manca. Il mare d’inverno ti fa vedere a tu per tu, io l’ho amato tanto quanto amo questo rapporto con il mare. Andavo al mare come se fosse una scuola, con il mio taccuino. Il mare ti da una nuova educazione.
Cosa rappresenta per te la cover che hai scelto di portare Sanremo?
Ho scelto Gli Anni degli 883 perché rappresenta le mie urla d’infanzia, Max Pezzali è stato un guru per la mia generazione. Volevo dirgli grazie per aver raccontato la mia giovinezza con i suoi brani, tra tutte le canzoni degli 883 Gli Anni mi ricordava un po’ presuntuosamente il ritornello di Arnica. Arnica è molto più nostalgica mi sono immaginato Max che arriva e dice “tranquillo siamo qui noi”.
I cantanti di The Voice Senior ti accompagneranno nella cover, come mai questa scelta?
Io volevo fare una cover con persone che non fossero famose, volevo persone anziane che non fossero del mestiere. Generalmente sono una persona che ha feeling con i bambini e con gli anziani. The Voice Senior non l’avevo mai sentito nominare, me li hanno fatti vedere e quando li ho visti li
ho chiamati subito perché mi sono piaciuti tantissimo. Sono dei maestri, bravissimi a cantare. Ci siamo conosciuti all’Ariston è c’è stata una bellissima forma di gratitudine reciproca.
Rappresenti la poesia a Sanremo dunque si può fare?
Sinceramente non lo so. Io penso che sarà una tragedia. É già stato fatto in passato, non servono per forza i ritornelli e musiche super esplosive.
Come è nata la copertina dell’album?
Volevo fare questa cosa senza senso di portare un acquario vicino al mare, che si vedesse il mare sullo sfondo. Io sono il pesce dentro all’acquario, il pesce fuori d’acqua che posso andare al mare ma sono nell’acquario. A oggi penso che non si possa parlare di mare senza parlare di plastica o di inquinamento.
Come vivi questo problema ambientale?
Credo che andremo sempre migliorando, io sono positivo, non sono uno di quelli che sostiene che gli umani si meritino l’estinzione credo che ci illumineremo un giorno questi sono i piccoli passi iniziali. In Italia si arriva sempre un po tardi. Ma tutti lo stiamo capendo piano piano. Dovremmo iniziare a consumare molto di meno per far si che le grandi aziende producano meno, il compito è sempre nostro, il popolo può essere più intelligente dell’azienda che ha il solo fine di monetizzare. Non ci serve che gli altri si sensibilizzino trovando alternative meno gravi ma noi dobbiamo fare il primo passo.
La scelta di unire disco e libro come è nata?
Inizialmente nasce tutto in un taccuino grande, io scrivo e scrivo poi alcune cose le metto da una parte e altre da un’altra. Quando ho le parole prendo la chitarra io faccio un po’ di jazz vocale. Suono un po’ e dico parole a caso, sono quelli i pensieri che hai in quei giorni con la musica vedi le parole che stanno bene le altre le sposti poi ci non delle parole che le uso sia per la musica che per la poesia, la musica è più anarchica. La poesia è il mio momento di preghiera, di raccolta, la musica è la giocosità la parte di allegria.
Tra le tante immagini rievocate nel ritornello c’è ne una che ti rappresenta?
“Così esile che la tormenta Mi confonde con un panno steso al vento”: mi emoziona molto, sento di raccontare bene la mia poca virilità.
Che ne pensi di un Sanremo con così tanti giovani?
Qua ci sono i numeri, veniamo tutti da sold out. Finalmente lo hanno capito, la musica è questa fatta dai giovani, è inutile che vai a riproporre persone che non hanno più pubblico. Penso che sia una presa di consapevolezza da parte degli organizzatori Amadeus è avanguardista c’è un cambio pelle mi fa piacere farne parte.

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Serena Altavilla racconta l’istinto nel singolo Epidermide

Dal 26 febbraio sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming “EPIDERMIDE” (Blackcandy Produzioni), nuovo brano di SERENA ALTAVILLA che ne anticipa il nuovo album.

Il doppio, la coppia, il numero due: in qualunque forma si voglia raccontare, questo numero magico e sacro mette in crisi e ci fa da specchio, svela il terreno vastissimo della battaglia interiore in corso dentro di noi. Rompere quello specchio con tutte le conseguenze che ne possono derivare è la liberazione: ed è di questo che parla “EPIDERMIDE”, nuovo brano di SERENA ALTAVILLA. La produzione artistica del brano e di tutto il disco di cui fa parte è stata curata da Marco Giudici. Con lui, i musicisti che hanno dato il loro contributo alla realizzazione di “Epidermide” sono Adele Altro, Francesca Baccolini, Alessandro Cau, Luca Cavina, Enrico Gabrielli, Matteo Lenzi e Valeria Sturba.

Spiega Serena Altavilla a proposito del brano«Attraverso l’epidermide entriamo in risonanza. L’epidermide è un fedele strumento dell’istinto, una porta di accesso agli abissi che ci abitano. Questa canzone è un dialogo dai toni forti, assordanti, una rissa a rallentatore con me stessa e con l’altro».

Il regista Patrizio Gioffredi, coautore del testo, ha voluto assecondare le venature dark e romantiche del brano, con un videoclip  fuori dal tempo, ambientato su un set teatrale minimale, con luci cangianti ed espressioniste e un montaggio che gioca con il buio. Sulla scena Serena interagisce con un doppelgänger, a cui presta il corpo l’attrice e regista Livia Gionfrida, in una lenta e sensuale danza fantasmatica, arricchita dagli echi cinefili tipici del Collettivo John Snellinberg.

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lùisa annuncia New Woman e fa un live streaming

Con una voce che riporta a Florence The Machine, Alice Phoebe Lou e Cat Power, lùisa annuncia la pubblicazione di ‘New Woman’, il terzo album in arrivo il 7 maggio (Nettwerk Records/Bertus).

Anticipato dai singoli ‘Deep Sea State of Mind’, ‘Last Summer Day’, ‘To Let You Go’ e dal recente ‘New Woman’, il nuovo album è una raccolta di brani che affrontano il dolore, l’emancipazione femminile e l’attivismo sociale. Emozionante e pieno di groove con influenze degli anni Settanta ed Ottanta – tra Fleetwood Mac e Sade – mescolate a riferimenti indie-pop moderni come The War On Drugs, ‘New Woman’ vede Tobias Siebert (Me and My Drummer) alla produzione.


Appuntamento con lùisa per live stream concert, domenica 21 febbraio alle ore 20: info: http://bit.ly/3qqVNGJ