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Nitro presenta No Comment e si ispira a Black Mirror: l’INTERVISTA

E’ uscito il 12 gennaio No Comment, il nuovo album di Nitro, rapper della Machete Crew che a poco più di due anni di distanza dai successi di Suicidol esce con un nuovo imperdibile album. L’uscita di No Comment è stata anticipata dalla pubblicazione del video intro Buio Omega: “Questo è il disco di una persona che sta diventando adulta, e comincia a guardarsi intorno, è un album che guarda molto alla società e a ciò che accade intorno a me”. L’abbiamo incontrato per farci presentare l’album.

Nitro

Nitro

di Carlotta Sorrentino

Come mai questo album si intitola “No Comment”?
No Comment è la superficie, la copertina, sulla copertina non ho nulla da dire. Io voglio lavorare sui contenuti, scavare a fondo. Poteva anche chiamarsi senza titolo ma non era altrettanto bello, suona malissimo.
Nel brano Violence dici: “uccidili tutti” come si arriva a questo?
Penso che sia il pezzo più controverso del disco perché se viene preso come un testo di narrativa non si capisce mai chi è il soggetto. Nella prima parte del pezzo è solo auto distruzione, Uccidili tutti parte come convinzione del rap, poi però diventa una cosa diversa. Io ho fatto questi due passaggi per cercare di prenderti e di metterti all’interno di questa situazione che c’è oggi e che istiga molto alla violenza. Non sai da dove arrivano le notizie, non sai quali sono giuste e sbagliate, non sai più dove girarti perché non sai più a chi credere e incominci ad odiare tutti. E vuoi ucciderli tutti. Confusione più ignoranza più paura portano alla violenza.
In questo disco rispetto ai tuoi progetti passati manca la chiave metal, come mai?
Se faccio una cosa di crossover, o metal vorrei fare un progetto, e non una sola canzone da inserire nell’album. In questo disco non ci stava in questa forma.
Con quali artisti vorresti collaborare in futuro?
Della mia cricca tutti poi Noyz Narcos, Gué Pequeno e per dare uno sguardo ai nuovi direi Tedua.
Il rap è destinato ad evolversi alle nuove generazioni, quale può essere la via d’uscita?
Sicuramente l’avvicinamento del rap agli strumenti, il rap si è sempre fatto in un determinato modo perché mancavo i soldi, ora che i soldi ci vogliono anche gli strumenti. In questo album abbiamo contattato musicisti bravissimi. La missione è far vedere che saper rappare come Dio comanda è ancora figo!
La serie Tv Black Mirror è molto presente in questo album, quale è il tuo rapporto con i social?
Il disco è molto sull’attitudine di questa serie tv perché io la condivido molto, la distopia. Black mirror è la mia serie tv preferita.
I social ti fanno paura?
Molta però è giusto trattare le cose importanti con la paura che meritano. Le cose grosse fanno sempre paura.

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Le Deva ci introducono nel 2018 con Grazie a Te

A partire da domani, venerdì 12 gennaio, sarà in radio Grazie a te, il nuovo singolo estratto da “4”, il fortunato album de LE DEVA: 10mila copie vendute tra fisico e digitale, numeri importanti per un progetto totalmente indipendente,  frutto di un lavoro che va avanti da oltre un anno e mezzo e che dimostra come il quartetto composto da Laura Bono, Verdiana, Greta e Roberta Pompa, sia riuscito a creare un’alchimia di voci unica che ha raggiunto risultati inaspettati.

Le Deva

Le Deva

“Grazie a te” sarà contemporaneamente disponibile anche in digital download su iTunes e sarà accompagnato da un videoclip girato in un’esclusiva location sulla Sila tra paesaggi innevati e una locomotiva abbandonata: “Il brano è un GRAZIE rivolto alle persone che abbiamo incontrato, agli amori, alle lacrime, alla gioia e ai lividi che ci hanno lasciato – ci racconta Laura Bono, che appare anche tra gli autori del brano- un grazie a tutto ciò che dà ritmo alla nostra vita”. Oltre a Laura, tra gli autori ci sono Zibba, Marco Rettani, Mario Natale e Verdiana che dichiara: “Il brano è una raccolta di “fotografie” e metafore che ci fanno riflettere su quanto, a volte, anche un semplice GRAZIE possa fare la differenza nei rapporti umani”.“GRAZIE interpretato come condivisione, amore, generosità e gratitudine“ aggiunge Roberta Pompa. “Ma è anche un GRAZIE rivolto anche al nostro pubblico – sottolinea Gretache ci segue con grande entusiasmo, dedizione e passione fin dal primo singolo”. La scelta cade su questo brano anche grazie al fanclub ufficiale de LE DEVA, che ha eletto la canzone come “la più bella dell’album” ed è il quinto singolo dopo il successo de “L’AMORE MERITA” (Disco d’oro nel novembre del 2016), “L’ORIGINE”, “UN’ALTRA IDEA” e “SEMPLICEMENTE IO E TE”. Le Deva, inoltre, sono già al lavoro per la realizzazione di una grossa tournèe che le vedrà in tour per la primavera-estate 2018.

 

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Leggimi la mano, il destino secondo Francesca Sarasso: GUARDA IL VIDEO

A partire da venerdì 12 gennaio sarà in rotazione radiofonica “Leggimi la mano”, nuovo singolo di Francesca Sarasso, scritto dalla stessa cantautrice piemontese insieme a Giulio Nenna. Coprodotto da Rosso di Sera e Babrù Music S.r.l, con la produzione artistica di Giulio Nenna Andrea DB Debernardi, il brano anticipa l’album d’esordio attualmente in lavorazione. Da oggi è disponibile su YouTube il videoclip del brano.

 

Francesca Sarasso

Francesca Sarasso


 GUARDA IL VIDEO DI LEGGIMI LA MANO

Questo brano è legato fortemente con l’esperienza del singolo precedente, “Non c’incontriamo mai”, con cui Francesca è arrivata in finale a Musicultura 2017, vincendo il Premio della Critica e il Premio per la Miglior Musica“ ‘Leggimi la mano’ è un brano che, con ironia e leggerezza, prova a dipingere l’incertezza, il dubbio e la vista sfocata di orizzonti lontani – racconta Francesca Sarasso -. È una canzone frutto di un incontro avvenuto nelle Marche, durante i sei mesi in gara a Musicultura 2017. Mi è stata presentata, tramite amicizie comuni, una donna, descrittami come una persona che io, da assoluta profana del mondo esoterico, potrei definire molto semplicisticamente come “dotata di una sensibilità particolare”. Ricordo perfettamente il momento in cui le ho chiesto di leggermi la mano. Ho ben impressa quell’immensa curiosità che mi divorava, la voglia di risposte e la paura di ottenerle. Ricordo di aver persino ammesso guardandola negli occhi di non credere in tutto ciò che non è materiale. Per una questione di piccole coincidenze, non le è stato possibile trovare il tempo necessario per leggermi la mano e ci siamo salutate, con la promessa di ritrovarci. Nel lasso di tempo che mi ha divisa da quello che sarebbe stato il momento in cui l’avrei rivista, è nata “Leggimi la mano”. Di notte, nel silenzio più totale, nel tentativo di ascoltarmi il più attentamente possibile, ho immaginato e idealizzato il nostro incontro, scrivendo nero su bianco tutto ciò che avrei desiderato chiederle. Scrivere questo brano mi è servito ad accettare ed esorcizzare le mie paure ed è stato utile a ricordarmi che la vita, che è la scommessa più grande, che volenti o nolenti siamo costretti ad affrontare, merita di essere vissuta senza sapere cosa ci accadrà domani. Non a caso, a quella donna, pur avendola reincontrata con piacere, non ho più chiesto nulla del mio futuro.

 

Francesca nasce nel 1995 a Vercelli. Dall’età di otto anni studia musica e da sempre predilige il genere pop in quanto ricco di sfumature e contaminazioni di altri generi. Suona da anni in locali e manifestazioni organizzate da enti pubblici tra Piemonte e Lombardia.  Il suo progetto è volto all’incontro perfetto tra il cantautorato e le sonorità innovative della musica pop. Dal 2016 inizia la sua collaborazione con il maestro Giulio Nenna(produt-tore, compositore e arrangiatore già per Irama e Francesco Guasti) e con Andrea DB Debernardi (mix & master engineer per Fedez, J-AX, Baby K, Neffa, ecc.). Forte del suo team, partecipa con il brano “Non c’incontriamo mai” Musicultura 2017, vincendo il Premio della Critica e il Premio per la Miglior Musica e si esibisce all’Arena Sferisterio di Macerata per le ultime tre serate di Festival, di cui l’ultima in diretta su Rai Uno. Francesca è inoltre tra gli autori del brano finalista al Premio Lunezia 2017 “La terra e il sole”, scritto insieme alla band monzese Kobaan.