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Non c’è estate senza musica: la playlist di Note Spillate

di DAVIDE DEL RIO

Come in ogni film che si rispetti, anche nelle nostre estati la colonna sonora è una parte essenziale: dai viaggi in macchina alle serate passate a ballare, dalle schitarrate attorno al falò alle giornate in spiaggia, la musica fa da cornice ai nostri afosi e torridi ricordi estivi. Ecco le mie 10 proposte per aiutare a combattere le ormai immancabili ondate di calore.

Pinguini Tattici Nucleari

“Amarena” – Frah Quintale
Questa è una canzone per chi stasera non ha voglia di andare in discoteca, ha già preso una brutta piega e odia la riviera. Insomma, una brano quasi antiestivo che offre una visione un po’ cinica della propria dolce metà e delle storie d’amore che traballano giunte al periodo delle vacanze.

“A horse with No Name” – America
Vi siete mai immaginati a bordo di una decappottabile mentre percorrete la mitica Route 66? Se la risposta è sì, allora gli America fanno per voi. A horse with No Name ha una melodia semplice ma ipnotica che vi trasporterà nel bel mezzo del deserto al tramonto.

“50 Special” – Lùnapop
Per chi invece preferisce rimanere sul suolo nostrano a bordo di due ruote anziché quattro, 50 special fa vivere una vera e propria full immersion per i colli bolognesi. È la canzone da karaoke in macchina per eccellenza, l’unica controindicazione? C’è un alto rischio di distrazione dalla strada.

“The Nights” – Avicii
Anche se non si è il tipo di persona da discoteca, The Nights è una colonna portante di ogni playlist estiva. Avicii si riconferma un maestro nello scrivere motivetti accattivanti che faticano a lasciare il cervello: vi ritroverete a fischiettarne il ritornello per giorni.

“Ma il cielo è sempre più blu” – Rino Gaetano
Se Mameli non si fosse dato alla musica, probabilmente la nazionale la canterebbe con la mano sul petto prima delle partite. In una giornata di sole al mare, quando si alzano gli occhi al cielo, non possiamo fare a meno di dire: “Ma il cielo è sempre più blu!”.

“Here Comes The Sun” – The Beatles
Il quartetto di Liverpool, tra una hit mondiale e l’altra, ci ricorda di stare tranquilli perché tanto il sole sta arrivando (in piena tradizione inglese, keep calm!). Scritta probabilmente in uno dei due giorni di sole all’anno ad Abbey Road, Here Comes The Sun è diventata un inno all’allegria e al buonumore.

“La sera dei miracoli” – Lucio Dalla
Agosto è il mese delle vacanze per antonomasia, ma avete mai pensato a chi rimane a casa? Tranquilli, ci ha pensato Dalla ai poveri malcapitati rimasti a sorbirsi il caldo cittadino. Mi raccomando però, mentre passeggiate con questa canzone a palla in cuffia, ricordatevi che bisogna stare un poco attenti.

“Catch & Release – Deepend remix” – Matt Simons
A volte serve anche prendersi una piccola pausa dai tuffi, giusto quei tre minuti per guardare verso l’orizzonte e godersi il momento. Quando serve una ricarica di good vibes, Catch & Release è la canzone perfetta.

“Irene” – Pinguini Tattici Nucleari
In ogni gruppo di amici al mare è immancabilmente presente quell’amico che insiste a portare la propria chitarra ad ogni occasione: la prossima volta che lo incontrerete, proponetegli Irene. Facile, allegra e profonda; è assicurato che allieterà le vostre serate.

“Souvenir” – Billy Joel
Si sa, estate vuol dire ferie, partire e viaggiare; ma il gioco è bello quando dura poco, e prima o poi a casa bisogna tornare. Arriva sempre quel momento ricco di amarcord in cui pieghiamo le camicie di lino e impacchettiamo i ninnoli che abbiamo comprato. È proprio lì che Billy Joel brilla e ci regala un brano con un accompagnamento semplice, per aiutarci a chiudere la valigia.

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Antea tra turbamenti e tentennamenti in You’re the Light (of the World)


You’re the Light (of the World) è il nuovo singolo della cantautrice e pianista calabrese Antea.  è il nuovo singolo della cantautrice e pianista calabrese Antea.

Antea

Il brano nasce come un’esortazione a guardarsi dentro, a riunirsi con la luce che è da sempre e per sempre al nostro interno. Questa esplorazione nella propria anima è rappresentata da un viaggio allegorico, raffigurato nel videoclip nella cornice naturale dell’Altopiano Silano in provincia di Cosenza. Turbamenti e tentennamenti si frappongono fra l’individuo e la sua felicità: solo spostando l’attenzione sull’amore e sull’essere se stessi si potranno superare questi ostacoli, abbracciando finalmente la grandezza universale di questa consapevolezza. Dal punto di vista stilistico, siamo di fronte ad una power ballad che naviga tra l’animo soul dell’artista e l’energia rock che la contraddistingue. Antea ha scritto questo brano a 17 anni. La potenza della musica e delle immagini sarà in grado di colpire l’ascoltatore e prenderlo per mano, così da portarlo nella visione del mondo della cantautrice.

Antea è una cantautrice e pianista Calabrese. Inizia piccola, 7 anni, lo studio del pianoforte, e dall’età di 9 anni la vediamo in numerose esperienze di rilievo, dalla Turandot di Puccini al Teatro Alfonso Rendano (CS), al concerto come cantautrici del XII secolo per la Jammin’ presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, e si muove nel mondo del Musical in un musical scritto e diretto da Vittorio Matteucci, a collaborazioni e live nei più importanti locali di Roma ed importanti aperture concerti (Jean Michael Byron ex TOTO), partecipazioni televisive tra cui “la Porta dei sogni” su RAI1 condotto da Mara Venier con i STA&B di Maria Grazia Fontana. Di recente direttamente dal teaser trailer del film della Marvel “Thor, Love and Thunder” con la presenza di Natalie Portman, dove prende parte alla coreografia e nell’orchestra in qualità di tastierista presso il sito archeologico di Ostia Antica (RM). Nel Febbraio 2021 presso il Saint Louis College of Music di Roma, consegue la laurea in Canto e Composizione con una votazione di 110 e lode con una tesi sperimentale ed innovativa. Infatti, dall’idea di suono, dall’età di 13 anni, si interessa allo studio della fisica quantistica e della biologia, che diventa una parte essenziale anche del suo percorso creativo tra arte e scienza: per questo motivo scrive un brano in piano solo registrato a 432 Hz al fine di condurre delle ricerche in collaborazione con un laboratorio su determinate piante, per monitorarne gli effetti. A proposito di questo, sempre attraverso lo studio del suono e i suoi effetti sulla biologia umana e non, è in stesura il suo primo libro sulla sua ricerca circa la Natura e la sua matrice.

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Euphonia Suite ovvero un Eugenio Finardi “destrutturato”

di DAVIDE DEL RIO

Eugenio Finardi si è recentemente presentato all’Arena Derthona Jazz accompagnato da Rafaele Casarano, sassofono, e Mirko Signorile, pianoforte. Durante questo concerto ha presentato il nuovo progetto da lui elaborato, Euphonia Suite.

L’idea di una suite, di un flusso ininterrotto di suoni, nasce al teatro “Verdi” di Brindisi nel dicembre 2019, proprio quando Eugenio Finardi, riascoltando la registrazione del concerto sul proprio telefono, decide di tagliare gli intermezzi parlati tra un brano e l’altro: in questo modo si è venuta a creare una sequenza continua di musica. All’inizio il progetto nasce come ritrovo occasionale per suonare insieme a Casarano e Signorile, ma i tre si sono subito accorti del potenziale di questa idea. Lo stile tipico di Finardi si intravede attraverso una coltre di fumo, infatti l’atmosfera creata sul palco è quasi onirica: alcuni suoi grandi classici come “Vil Coyote” e “La Radio” catturano un pubblico molto affezionato e incuriosito dalle novità. Le canzoni, appunto, sono le più famose di Finardi, ma si fatica a riconoscerle immediatamente: l’ensemble, lontano dallo stile originale del cantautore, certo non aiuta, ma essendo così ridotto all’osso rende espliciti gli elementi fondamentali delle canzoni. Nel corso di tutta la performance ho visto un Finardi sempre allegro, sempre con un sorriso stampato in volto: canta le sue canzoni con una gioia e una tranquillità indescrivibile, qualità che trasmette agli spettatori.

Alla fine del concerto, commentando con lui la serata, mi ha detto che “il senso di questo spettacolo lo ritrovo in una canzone che, ahimè, avrei voluto scrivere io: Una notte in Italia. È l’idea del presente, di cogliere il momento e di spremerlo nonostante tutto. Importantissimo è anche il ritrovo per ascoltare qualcosa insieme, il che è difficilissimo visti i tempi. Stiamo vivendo in un’epoca che spinge per il sensazionalismo, la pandemia ci ha divisi. Con un progetto dove è più lecito abbandonarsi, dove è fondamentale l’improvvisazione, si ritrova la capacità di sognare e di perdersi, in una notte in Italia”.

Euphonia Suiteè questo: rilassarsi ed apprezzare la bellezza nascosta anche nella più piccola delle cose.