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Piero Pelù onora la forza nelle fragilità: ecco il suo nuovo album “Pugili fragili”

Spirito rock e cuore buono, anima ribelle e occhio ecologista: questo è Piero Pelù, il rocker più iconico d’Italia. Reduce da un grande quinto posto al 70° Festival di Sanremo (sua prima partecipazione da artista in gara), il Toro Loco è in forma smagliante e torna alla carica con un nuovo album di inediti: Pugili Fragili, arrangiato dallo stesso Pelù insieme a Luca Chiaravalli. Già disponibile in pre order Pugili fragili uscirà ufficialmente venerdì 21 febbraio in CD, vinile e
su tutte le piattaforme digitali.

Piero Pelù

Piero Pelù

di Alberto Dotti

In Pugili Fragili troviamo tutte le anime di Piero. Rock, metal, punk, blues ed elettronica per raccontare il rapporto apparentemente paradossale che c’è tra forza e fragilità. Pugili fragili é un disco che prima ancora di essere apprezzato chiede di essere ascoltato e che racchiude in sé stesso l’essenza di un artista che – ora più che mai – non ha intenzione di placarsi. Un nuovo album che segna una nuova pagina nella virtuosa carriera di Piero Pelù: perché per essere un rocker devi avere cuore e per essere forte devi saper esser fragile.

Partiamo da Sanremo. Ci hai davvero colpito e non ce lo aspettavamo. Come lo hai vissuto?
Credo mi dessero ultimo, quindi ti capisco. Non mi interessava la gara, io volevo festeggiare i miei 40 anni di carriera. Sono arrivato all’età in cui o ti diverti o vai a fare l'orto. Io ho scelto la prima, anche se me la cavo bene anche con gli orti. Scherzi a parte, è stata una bellissima esperienza: spero di riuscire a condividere tutta l’energia che ci ho messo e che ho voluto trasmettere sul palco.
Un disco molto rock, non lasci quasi respiro. Ci vai giù pesante, come mai?
Non è stato facile, ma se ci sono riuscito è stato grazie a Luca (Chiaravalli, ndr) e a tutta la squadra che abbiamo messo in piedi.
C’è tanto rock ma anche tanta elettronica.
L’anima elettronica è uscita grazie a Luca Chiaravalli, anche se abbiamo litigato tanto perché io ho un’anima rock e lui no. Ed è proprio per questo che Pugili Fragili è il punto d’incontro, il compromesso musicale perfetto. Ci sono tantissimi generi, perché per questi 40 anni ci tenevo a toccare tutti i generi che anche con i Litfiba ho affrontato.
Cerchi i giovani?
Più che cercarli, vorrei dare l’opportunità ai giovani di poter sentire un po’ di sana chitarra. Io ci sono cresciuto con la chitarra, è vero che i tempi cambiano, ma oggi questo strumento a 6 corde sembra quasi una specie in via d’estinzione.
Pugili fragili, ma tu le prendi o le dai?
Quando vivi una vita estrema come la mia, con scelte difficili come salire sul palco dell’Ariston, devi esser bravo a incassare. La ragione per cui vado avanti è perché ho delle cose da dire. Mi sento spesso dire Piero, guarda che il rock è morto e poi sono andato a Sanremo a scippare una borsa mentre correvo a torso nudo all’Ariston… se questo non è rock, cosa è?
Questo album è un inno alla libertà. Qual è il muro che ancora non è stato abbattuto nella musica?
Nessun muro, anzi. I muri sono fatti per essere scavalcati. Questo album ha abbattuto tante barriere e non è un caso se ci sono così tanti generi. Oggi nolenti o meno, viviamo in una grande Babele.
Quanto è importante essere pugili e quanto fragili?
La fragilità è fondamentale. Non puoi ritenerti forte se non riconosci le tue fragilità. Ne è un esempio il fatto che io mi sia sposato dopo tanti anni: il non mollare mai in un rapporto, soprattutto quando le cose si fanno difficili, ha reso la mia relazione più forte che mai.
Clean Beach Tour?
Dove sarà possibile, grazie anche all’aiuto e al supporto di Legambiente, lo farò. Purtroppo in Italia non è facile muoversi con queste proposte, per quanto siano sostenibili e (super) eco friendly. Comunque sì, il mio impegno continua e continuerà.
Come è evoluto questo tema ambientale? Come lo coniughi con la musica?
Ora più che mai la mia musica coincide con il mio impegno ambientale. L’album non a caso parte con Picnic all’inferno e si conclude con Canicola, due brani opposti sui generi, ma estremamente importanti e affini nel loro messaggio ambientale. Sin da piccolo la mia famiglia mi ha insegnato ad avere riguardo verso il luogo che ho visitato e vissuto, ora è il mio turno per farmi avanti.
Tornando a Sanremo. Che cosa è per te il rock?
Parto col dire che io non mi ritengo l’icona del rock italiano, sento di avere tutti i giorni qualcosa da imparare. Sicuramente c’è un lavoro culturale da fare, si rimane troppo spesso ancorati solo ai grandi nomi. Manca spesso il coraggio di andare a cercare cose più piccole e artigianali, un po’ come me.
A Sanremo avevi un bel messaggio contro la violenza sulle donne.
Nata Libera l’ho scritta proprio per questo. È il racconto di una fine, la conclusione amara di una relazione. Ho cercato di immedesimarmi in un uomo abbandonato dalla sua donna e nella sofferenza che si ritrova a vivere. È un brano blues ma molto torbido. Sul tema della violenza sulle donne, sarò sincero, non ce la faccio più a sentire notizie così raccapriccianti. Bisogna assolutamente mobilitarsi e creare associazioni per tutelare e seguire tutti gli uomini che per via di shock possono sviluppare questa tendenza alla violenza e alla vendetta. Bisogna fermarli prima che accadano certe tragedie.
Un ultimo pensiero su questo Sanremo 2020?
Su Sanremo avrei solo una cosa da dire, ma la dico col sorriso: da uno che si chiama Amadeus e uno che si chiama Rosario, non c’è da meravigliarsi se a vincere è stato uno che si chiama Diodato.

Il 2020 si prospetta come un anno di compleanni per il Toro Loco: 40 anni di carriera e 2mo album di studio (tra quelli pubblicati con i Litfiba e quelli da solista). E i festeggiamenti non mancheranno di certo: dopo l'uscita dell'album inizierà un instore tour nelle principali città italiane e da luglio partirà il live tour PUGILI FRAGILI LIVE 2020.

Ecco le prime date:
3 luglio, Isola del Castello (Legnano), Rugby Sound Festival
10 luglio, Piazza Castello (Marostica), Marostica Summer Festival
16 luglio, Piazza Castello (Fossano), Anima Festival
19 luglio, Banchina S. Domenico di Molfetta, Oversound Festival
23 luglio, Outlet Valmontone, Summer Festival
1 agosto, Teatro della Laguna (Orbetello), Festival delle Crociere
19 agosto, Piazza delle Regioni (Presicce), Festival I Colori dell'Olio
3 settembre, Teatro Romano (Verona), Verona Folk Festival

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Sara Bellisario e le emozioni sentimentali: Ancora Tu

E’ in radio, sulle piattaforme streaming e negli store digitali Ancora tu (PlayAudio/Azzurra Music), il nuovo singolo di Sara Bellisario. Il brano racconta l’altalena di emozioni di una “relazione tira e molla” a metà fra amore e amicizia.

Sara Bellisario (foto di Davide Radatti)

Sara Bellisario (foto di Davide Radatti)

A proposito del singolo “Ancora Tu”, Sara Bellisario commenta: «É una canzone d’amore che ritrae me diciottenne alle prese con un mondo, non nuovo, ma diverso da come l’avessi sempre immaginato. Volevo avere delle certezze da parte di un ragazzo, ma l’unica cosa certa era che mi ero innamorata e tornare indietro era impossibile» - continua la cantautrice - «Pensavo che, davanti a me ci fosse qualcuno che godesse nel vedermi coinvolta per lui, ma di questo mi sono dovuta ricredere. Così, mi sono immedesimata in quel qualcuno che potesse godere “nell’immaginare la sua vita senza me”. Ragionare così, mi ha aiutato a farmi pensare che, comunque vada, “non me ne può fregare”, perché anche se non fosse andata bene, alla fine sarei stata più forte di prima».

Sara Bellisario è una cantautrice italiana, nata il 13 settembre 1999. Durante le scuole elementari, ha intrapreso il suo viaggio nel mondo della musica partecipando alle varie attività teatrali e musicali del Centro Diurno Minori del suo paese. All’età di undici anni, ha preso lezioni di chitarra e avviato il suo studio nel canto. Nel periodo adolescenziale si è resa partecipe della band di istituto, dando il meglio di sé nell’organizzazione dei concerti, e si è dilettata in vari concorsi canori. In uno di questi ha avuto l’occasione di sperimentarsi nella scrittura di una canzone. Nel 2016 ha tenuto il suo primo concerto con i SOUNDtaste in Piazza degli Eroi a Rocca San Giovanni (CH), da lì in poi ha iniziato ad esibirsi live in modo costante, soprattutto nel periodo estivo, con vari gruppi, tra i quali i Panorama Band, gruppo ancora attivo. Nel 2020 pubblica il suo primo brano “Ancora Tu”, di cui è autrice e compositrice.

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Giulia Mei, un 2019 da incorniciare un 2020 da sfidare

‘Diventeremo adulti’, il disco di Giulia Mei è tra i 5 album “Top 2019” – sezione dischi d’esordio, il referendum sui migliori album italiani del 2019 promosso dal “Forum del giornalismo musicale”. L’iniziativa, coordinata da Enrico Deregibus, è stata realizzata in collaborazione con l’Agimp (la neonata Associazione dei Giornalisti e critici Italiani di Musica legata ai linguaggi Popolari) e sotto l’egida del Mei.

Giulia Mei

Giulia Mei

Giulia Mei riceverà un premio speciale del Mei come prima donna classificata tra gli esordienti. Non smette quindi di far parlare di sé “Diventeremo Adulti”, uscito il 28 marzo per l’etichetta “Il cantautore necessario” e già entrato nella cinquina delle Targhe Tenco 2019 nella categoria ‘Miglior album opera prima’. Dodici tracce di cui Giulia Mei è autrice e compositrice, ad accezione della bonus track Iucà iu a tia, reinterpretazione del brano del cantautore siciliano Francesco Giunta. Il progetto trae ispirazione dalle principali scuole cantautorali italiane, in particolare quella genovese di De André, Tenco e Fossati, e da quella francese (Brel e Brassens sopra tutti), introducendo però al contempo elementi folk, pop e indie rock. Il risultato di queste commistioni è un album particolarmente eclettico, che si propone di fare da ponte tra vecchie e nuove suggestioni. Tutto il lavoro ruota attorno al pianoforte, strumento principale di accompagnamento di Giulia, che si definisce appunto una “cantautrice al pianoforte”. “Sono molto contenta che questo lavoro, a cui sono molto affezionata, abbia ricevuto questi riconoscimenti – dice Giulia Mei. È un disco dove ho riversato dentro tutta me stessa, dove ho detto esattamente quello che volevo dire, sia musicalmente che tematicamente, dunque il fatto che sia sempre stato accolto bene dalla critica, mi riempie di gioia. Ringrazio tutto il team che ha lavorato con me – in particolare i musicisti che lo hanno suonato: Primiano di Biase, Guerino Rondolone, Fabrizio Guarino, Simone Talone, Emanuele Ridulfo, Giuseppe Milici – Edoardo De Angelis, Il cantautore necessario, Discoteca Laziale e Vittorio Di Matteo, che ha realizzato la grafica del disco”. La prossima settimana Giulia Mei sarà a Sanremo, tra le cantautrici ospiti di #AtticoMonina, il format che il giornalista Michele Monina organizza a Sanremo in contemporanea con il Festival. Incontri, interviste, live e dopofestival, un’importante occasione di incontro e confronto con le cantautrici di oggi. Venerdì 7 febbraio, porterà poi la sua musica sul palco del Club Tenco, nello speciale Sa(n)remo senza confini, organizzato dalla rivista musicale L’artista che non c’era.