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Sade, leggenda senza tempo

Quasi una apparizione. Da dieci anni  non andava in tour e da 18 non si esibiva in Italia. Sade, 52 anni, inglese di Badan, ha aperto venerdì 29 aprile 2011 al Palais Nikaia di Nizza il suo tour europeo, sfoggiando una grazia, una eleganza ma soprattutto una voce straordinari. Il solo appuntamento italiano con lei, voluto dai promoter D’Alessandro e Galli, è alle ore 21 di venerdì 6 maggio al Forum di Assago. Prima di lei sul palco la gioiosa reggae band dei Jolly Boys, che nella cittadina francese hanno emozionato con un temeraria cover di “Perfect day” di Lou Reed. Ma prima ancora del concerto, il disco: nel 2010 Helen Fosalade Adu, questo il vero nome, ha pubblicato “Soldiers of Love”, album da 2,5 milioni di copie nel mondo. Martedì arriva nei negozi “The ultimate collection”, una raccolta con tutte le sue più belle canzoni impreziosita da quattro inediti.

Sade rimane sul palco due ore. E’ uno spettacolo dai colori esotici, con video che risucchiano lo spettatore in realtà metropolitane, in spiagge ventose, in prati primaverili. E’, quello scelto dall’artista inglese, un palco a scomparsa, con elementi che vengono inghiottiti trascinandosi sotto strumenti e musicisti. Per poi rigettarli fuori, magari sopraelevandoli, come nel finale quando è lei stessa ad elevarsi in cima a una colonna, come fosse una stilita. L’inizio è un cielo in tempesta, tra le nuvole di De André e quelle di Aristofane, che si proietta su un sipario velato che protegge i protagonisti ma non li nasconde completamente ai settemila che hanno riempito il Palais Nikaia. Sade appare come una dea, salendo gradini misteriosi e cantando “Soldier of love”. E’ vestita di nero con un tacco altissimo che calza fino al quinto brano, che è “Love is found”, quando subentrano una paio di ballerine nere. Indossa una camicia bianca con i gemelli al polso sui cui poggia un gilet nero. Come neri sono i pantaloni con le bretelle abbandonate sulle cosce. Ma anche le ballerine non durano tanto: oltre metà concerto lo vive scalza. Pure quando mette il vestito bianco, su “Morning bird”, e quello rosso per il bis, che è “Cherish the day”, i suoi piedi restano nudi.

Ha impressionato la sua voce. Non è cambiata da quando, nel 1984, ha esordito col disco “Diamond life”. Va dal pop al r’n’b fino al jazz. E’ una voce carnale. Sa mettersi in gioco. Accompagnata in questo gioco vocale da una band straordinaria, cui lei spesso e volentieri cede il proscenio. Una professionista vera non ha bisogno di stare sempre in prima fila. La sua personalità tracima anche quando siede in un angolo, durante “Jezebel”, per ascoltare il suo sassofonista. Sade è perfetta ma non perché è un automa. E’ donna vera e sensuale. Quando scioglie i capelli è più selvaggia, come in “Morning bird”. Quando li ha tirati e raccolti sembra una dea. E la sua voce incanta. E’ come quella delle sirene: più la ascolti e più ti attrae.

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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