0

Pat Metheny, lo stakanovista del jazz

Beccare Pat Metheny che si gira i pollici è come trovare un amante del rock che non beve birra. E’ più facile addormentarsi col ronzio di una mosca bianca. Anzi di uno sciame. Pat impugna sempre una chitarra. Non importano forma e dimensione. Importa che a soli 12 mesi di distanza da precedente album “Orchestrion”, passato alla storia perché lui suona ogni strumento e ci ha fatto pure un solo-tour, pubblica “What’s it all about“: reinterpreta alcuni classici dei ’60 e ’70, da “The Sound of Silence” di Paul Simon & Art Garfunkel a “And I love her” dei Beatles. La particolarità? Li suona su una chitarra baritono. E quando ce lo racconta, seduto in un ufficio della sua casa discografica a Milano, sembra un bambino che sa ancora stupirsi.

Lei ama lavorare in gruppo eppure in 12 mesi sforna due album da solista.
“What’s it all about” è un album inaspettato, per me. Non l’ho pianificato in alcun modo anche perché ne avevo fatto da poco un altro. A fine tour 2010 mi sono ritrovato a casa a suonare, ho tirato fuori la mia chitarra baritono e il risultato è stato molto particolare.

E da lì è nato l’album.
Più o meno. Ho scelto delle canzoni di uno stesso periodo, dagli anni ’60 all’inizio dei ’70, e le ho interpretate a mio modo.

Come quel periodo?
Sono le canzoni di quando ero ragazzino. Alcune lo ho ascoltate la prima volta che neanche avevo 10 anni. E neanche suonavo. Oggi ho tre figli e quando si hanno dei bambini si rivivono gli anni dell’infanzia.

Quasi un rebirthing.
In un certo senso i due album solisti sono una rielaborazione dei miei ricordi di ragazzino.

Dopo la complessità di “Orchestrion” o “This way up”, con “What’s it all about” abbiamo un po’ più di leggerezza.
Questo disco è agli antipodi. E’ la prima volta che registro un disco di brani non miei.

Come ha scelto i brani?
La chitarra baritono è uno strumento particolare, una via di mezzo tra una chitarra e un basso pure come dimensioni.

Non le piace la chitarra?

No. Dico solo che ho sempre trovato il registro della chitarra troppo alto. Ho comunque cercato canzoni che si adattassero alle peculiarità dello strumento. Ce n’erano altre che mi piacevano molto ma banalmente non si adattavano.


Come Orchestrion, sembra anche questo un disco notturno…

Registro a tarda notte per stare di più  con i miei figli. Quando sono svegli fanno tantissimo chiasso!

I suoi figli amano la musica?
E’ il momento dei Daft Punk e mi ritengo fortunato.

Un papà democratico.
Siamo una famiglia aperta dal punto di vista musicale.

notespillate

notespillate

Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *