0

Ligabue, tra racconti e realtà

Il racconto di una serata con Ligabue scrittore. Note Spillate c’era e vi racconta in esclusiva la cronaca di una serata dove le parole hanno vinto anche senza musica.

Siamo a Lodi e sono le ore 20 di un giovedì sera di primavera. Si spalancano le porte e centinaia di persone si catapultano nell’Auditorium della Banca Popolare di Lodi dove Luciano Ligabue presenta il suo libro “Il rumore dei baci a vuoto”. Il rocker emiliano è il primo ospite della rassegna “Il Festival dei Comportamenti Umani”.

Ci sono ragazzi e ragazze che seguono il cantante ovunque, giornalisti, fan pronti a immortalare il momento, quelli del Bar Mario, curiosi ma anche chi è lì perché è interessato al libro. La sala è gremita, l’attesa viene deliziata con canzoni di Luciano che tutti, o quasi, prontamente canticchiano, mentre fuori i “ragazzi” si godono l’evento sul maxischermo montato per l’occasione.

Tutto è pronto: fotografi, pubblico, palco…e alle 21 arriva Luciano introdotto dalla presentazione dei due relatori Manuelita Maggio e Fabio Francione. Il cantante, o meglio, data l’occasione, l’autore, con jeans, stivali e camicia d’ordinanza, si mette subito a suo agio e chiede al fonico di sistemare l’audio della sala. Poche parole e già il pubblico è in delirio. Prende la parola Manuelita Maggio che spiega il titolo: abbiamo fantasticato e pensato al possibile significato, ma in realtà “Il rumore dei baci a vuoto” è “il verso che si fa per richiamare il gatto, facendo riferimento al gesto di affettuosità”, proprio come viene spiegato nel racconto omonimo incluso nella raccolta. La cover, proposta da Einaudi e accettata da Luciano, richiama la metafora della strada come percorso di vita che ognuno di noi segue , in cui a volte sono previsti degli incroci; mentre la striscia che non continua alla spalle del bambino indica, forse, un distacco dal passato. O la preoccupazione di stare sempre in equilibrio.

Chiusa l’introduzione si comincia a parlare dei racconti e ci si addentra su tematiche molto più personali e autobiografiche, come la morte del padre avvenuta mentre a Modena si svolgeva l’annuale raduno del fan club (8 Dicembre 2001). Il cantante, emozionato, racconta questa esperienza dolorosa. Alla domanda “Come hai vissuto il fatto di convivere un dolore così intimo con i tuoi fan?”  Luciano risponde: “Mio padre doveva morire con il boom…e così è stato…da buon ateo è morto il giorno della Madonna mentre settemila persone cantavano le mie canzoni in suo onore”.

La relatrice, molto preparata, pone domande sui vari racconti ma è durante l’analisi di “Ristretto vuol dire ristretto” che il rocker confessa che la scena dell’Autogrill doveva essere inserita nel film “Da zero a dieci” ma non potendo ne ha fatto un racconto. Approfittando poi di “La puzza non passa” racconta il rapporto di fiducia e collaborazione che lo lega a Claudio Maioli (storico manager) e Luca Guerra (assistente personale di Luciano) con i quali lavora da anni, che lo seguono e lo aiutano nei rapporti con il pubblico.

Nella chiacchierata vengono toccati molti altri argomenti, il suo rapporto con il mito americano e con i social network che ormai rubano la scena ai veri mezzi di informazione. Non mancano parole sul difficile ruolo degli insegnanti nella scuola. Dopo circa un’ora l’incontro si conclude e Luciano è pronto per buttarsi tra la folla per accontentare i presenti con foto e autografi. Anche questa volta per il rocker emiliano è stato un successo. C’era un palco, c’era il suo pubblico, mancavano solo la sua chitarra e le sue canzoni, ma è bastata la sua voce per ipnotizzare centinaia di persone…che non esiteranno a seguirlo anche per il suo prossimo tour in giro per il mondo, dove “i luoghi e la musica saranno lo spettacolo”. Chissà se intanto deciderà di pubblicare qualche altro racconto e condividere con noi la sua creatività, dato che, come ha dichiarato “non mi lascio mai stare, sento sempre il bisogno di dire qualcosa a qualcuno”.

(Racconto a cura di Arianna Salvadeni)

notespillate

notespillate

Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *