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Negrita, che bello il loro Dannato Vivere

Negrita, in primo piano Drigo

Il Dannato Vivere dei Negrita scorazza, libero, bello e felice, per l’Italia. Alla faccia di Caronte e Minosse che vorrebbero scioglierci come una medusa. L’estate dei paladini del rock italiano ce la racconta Enrico “Drigo” Salvi, chitarra e voce, uno dei fondatori.

Che tour portate in giro?
Diverso da quello invernale, “Dannato Vivere” ha una presenza più discreta.
Repertorio nuovo?
Diciamo che volendo siamo in condizione di modificare la scaletta ogni sera.
Come?
Abbiamo un repertorio ricco che ci permette di fare sostituzioni al volo.
Come i grandi del rock.
Lo dice lei. Comunque è la stessa filosofia portata avanti da Pearl Jam e Ben Harper.
“Dannato vivere” è un titolo perfetto per questi tempi.
La situazione è pesante ma è necessario avere un atteggiamento consapevole nei confronti della realtà.
Obiettivo?
Non fare sentire troppa pressione sulla gente.
Dunque la musica deve far sorridere?
Noi arriviamo dagli anni Ottanta. La musica deve iniettare positività.
Un esempio?
Bob Dylan ai tempi della guerra fredda e in Vietnam. E’ l’ora di smettere di soffiare sul sentimento della paura.
Come va nella “stanza dei dottori”?
Il nostro fan club ufficiale lo segue direttamente Pau: ha un buon rapporto con i social network.
Funziona?
Ci avvicina molto al pubblico grazie a contenuti esclusivi.
Lei?
I social network mi fanno un po’ paura e per ora li osservo da lontano.

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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