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Modà, sinfonia di gladiatori nell'Arena

I Modà hanno stregato l'Arena di Verona

Notte da brividi all’Arena. I Modà hanno chiuso un ciclo con un concerto “sinfonico” a Verona. A dieci anni dalla pubblicazione del loro primo EP, a tiratura limitata, dal titolo “Via d’Uscita”, la band capitanata da Kekko Silvestre si è regalata una serata speciale, con 12 mila fan che hanno esaurito i biglietti in nemmeno una settimana. D’altra parte un album chiamato “Viva i romantici” non poteva scegliere luogo più suggestivo per salutare un pubblico straordinario, che lo ha accompagnato in un neverending tour costellato di tutto esaurito e date bis in molte città. Ieri sera, pochi minuti prima di salire sul palco Kekko Silvestre, era attonito ad ascoltare l’energia che arrivava dalle tribune: <E’ devastante. Sono quelle serate che chiunque fa musica si augura e spera di realizzare. Ma nove volte su dieci resta fantasia. Uando lo abbiamo annunciato ai nostri famigliari non c’è stata sorpresa, hanno subito capito che era vero. D’altra parte è difficile sfondare se non hai una famiglia che ti sostiene>.
E così questa volta il desiderio di è avverato. E a fare compagnia ai Modà c’erano due ospiti eccezionali. Il primo atteso, Pau Dones dei Jarabedepalo. Il secondo una sorpresa per tutti, Luca Medici. Che è il vero nome di Checco Zalone. Prima musicista e poi cabarettista e attore: <Lo abbiamo invitato per il suo vero nome non per quello artistico. Io ero stato suo ospite nello show che ha fatto per Canale 5 e lui ha ricambiato. Ci scambiamo spesso dei file musicali, chissà che un domani si sviluppi un progetto comune>. Insieme hanno eseguito “Inverno a primavera”, una canzone dell’album “Quello che non ti ho detto” del 2006: <Una brano che amiamo molto, che non ha avuto il giusto successo, forse perché all’epoca non eravamo ancora abbastanza famosi>. Con Pau Dones invece il momento è stato più lungo: solo con Kekko ha fatto “Agua”, poi una parentesi privata per cantare “La flaca” e “Depende” e infine, con tutti i Modà, la hit “Come un pittore”.
La marcia trionfale dei Modà è iniziata pochi minuti prima delle 21 quando l’orchestra sinfonica ha raggiunto il proscenio e ha iniziato ad accordare gli strumenti. Le prime note quelle che accompagnano l’ingresso del gruppo, sono di “Carol of the bells” poi un lungo momento strumentale introduce “Meschina”, la canzone che apre la serata. Seguono “Ti amo veramente” e “Mani inutili”. La magia è miscelare il sound dei Modà con quello dell’orchestra sinfonica e la magia è fantastica. Il pubblico è in piedi, entusiasta. Il finale è ipnotizzante: “Quello che non ti ho detto (scusami)”, “Mia” e “Viva i Romantici”. Tutto è stato registrato e se Ultrasuoni, la loro etichetta, lo vorrà diventerà un dvd: <Altrimenti sarà un ricordo per noi, da mostrare a figli e nipoti>. La notte inghiotte la band e domani sarà un altro giorno. C’è un disco da preparare e che dovrebbe uscire nella primavera del 2013. Magari dopo un passaggio al Festival di Sanremo: <Ci piacerebbe. Non credo che chi raggiunge il successo debba snobbare l’Ariston. Con una buona canzone e un buon progetto è logico andarci. Poi non dipende da noi la scelta finale, c’è qualcun altro che fa le scelte. Ma provarci è doveroso. Noi non facciamo rock, come qualcuno sostiene. Il nostro è pop con sfumature rock. Io il rock non lo so fare ma so appoggiarlo sulla mia musica>. E anche bene. Soprattutto dopo una notte da gladiatori nell’Arena.

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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