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“Giusto un giro” sul trono di Marracash

La foto di Marracash "King del Rap"

Si conferma un gran successo lo show di Marracash, al secolo Fabio Rizzo. Note Spillate lo ha visto per voi a Napoli, alla Casa della Musica, e ora ve lo racconta. A scaldare l’ambiente, già bollente di suo, per altro, nonostante il diluvio, ci pensa l’eclettico free style del rapper partenopeo Clementino. Accompagnata da Dj Tayone, la Iena White scalda gli animi con serrate rime in dialetto e in italiano fondendo rap, musica elettronica e funk.

Poi appare il carismatico rapper della Barona. La scaletta è molto variegata: si passa delle prime rime di quartiere al meglio dell’ultimo album tra continue interazioni con Attila e Deleterio per gran parte del concerto. Proprio come la sua discografia, il concerto di Marracash segue un percorso ben definito, scandito da 3 fasi cronologiche: all’inizio era solo “Marracash”, noto anche come il Principe della Barona, quello che da un marciapiede di Milano cominciava a salire i gradini dell’industria discografica. Due anni dopo se ne stava seduto in cima al Pirellone a guardare in basso e pensare “Fino a qui tutto bene”. Oggi è “Il King del Rap”.

Stavolta Marra appare meno coinvolto nel trip del delinquente ma è molto polemico. Più volte prende la parola per dire la sua sulle piccole e grandi crisi contemporanee, senza mai perdere il suo peculiarissimo piglio ironico e cabinista. Figlio di immigrati del sud, Marracash racconta storie di invidia e sacrifici, esprime la sua rabbia contro una società dove troppo spesso sono i soldi a fare l’uomo e in cui regna l’individualismo esasperato.

Si passa da canzoni ironicamente sessiste come “S.E.N.I.C.A.R.”a pezzi che riflettono sulle attuali problematiche italiane, come “Sabbie Mobili”, “In Faccia” e “Quando Sarò Morto” che disegnano un ritratto trasparente della nostra contemporaneità fino all’autocelebrazione di “Marrageddon” e “Badabum Cha cha”. Anche i suoni sono estremamente vari:  c’è hip hop, dubstep, cassa dritta, synth e chitarre. Marracash è padrone del palco, ama fondere generi, citazioni, situazioni: “Il rap non inventa niente ma reinventa tutto -sottolinea Marra- fare musica è libertà e io mi sento libero di fare ciò che voglio”.

Il trono su cui siede Marra sarà anche fatto di sabbia ma è molto più solido di quelli di granito.

(Recensione di Raffaella Sbrescia)

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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