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Ludovico Einaudi con "In a time lapse" e frena il tempo e ammonisce i Coldplay

Ludovico Einaudi

Il tempo corre veloce e bisogna fermarlo. Ci guida, in questa operazione anacronistica ma quanto mai necessaria, Ludovico Einaudi che intitola il suo nuovo disco “In a time lapse” e nasce proprio dall’esigenza di fermarsi un attimo a pensare. Note Spillate lo ha intervistato nela sua abitazione milanese.

Certo che proprio lei, reduce da due anni e mezzo di tour, invitare a rallentare.
Ho realizzato che la modernità non ci ha condotto verso una serenità interiore e allora rallentiamo noi.
Quattordici brani moderni? Classici?
Io ritengo il classico legato a un certo periodo. Oggi la parola che accomuna tutta la musica si chiama contemporary.
A chi si sente vicino?
Più ai Muse che a Vivaldi.
Addirittura?
Con Vivaldi in comune avremmo solo il pentagramma.
C’è spazio per la ricerca?
Periodo piatto, classifiche tristi.
Così grigia?
Mi spiace che a volte grandi artisti cedano a tentazioni che non capisco.
Tipo?
I Muse hanno fatto un brano con Rihanna: li ho sempre stimati ma questa operazione proprio non la capisco. E’ anche una canzone anonima.
Chi le piace?
Agnes Obel e Max Richter per citarne un paio.
Cosa c’è in questo disco?
La summa di oltre due anni di tour e l’esperienza all Notte della Taranta.
E’ soddisfatto?
Da circa tre settimane sì, prima ero pieno di dubbi.
Nei negozi dove la troviamo?
Direi nella sezione classica. Ma esistono ancora i negozi?

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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