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Blastema, un'intima ragione che porta a Sanremo

Blastema

In concerto per sdrammatizzare. I Blastema fra poco suoneranno sul palco dell’Ariston e per sdrammatizzare hanno suonato fino all’ultimo. D’altra parte vengono dal rock indipendente più puro e per loro l’anomalia è stare fermi. Il brano che porteranno al Festival è “Dietro l’intima ragione” e il loro ultimo album si chiama “Lo stato in cui sono stato”: nasce da una collaborazione della band con Nuvole Production, la società che fa capo a Dori Ghezzi e Luvi De André. I Blastema sono Alberto Nanni, Luca Marchi, Daniele Gambi e Matteo Casadei.

Casadei fermarsi un attimo?
Muoversi serve a sdrammatizzare, soprattutto ora.
Preoccupati?
Ci guardiamo ancora stupiti.
Perché?
Per noi era già un successo superare la prima parte della selezione ed entrare nei 60 finalisti. Siamo stupiti ma contenti, Sanremo è un traguardo importante per qualunque musicista italiano.
Obiettivo?
Farlo bene. E’ un intermezzo in un progetto già definito.
Con Luvi De André come vi siete trovati?
Ci ha fatto i complimenti su facebook. Ci ha fatto molto piacere ma non ci abbiamo dato inizialmente troppo peso.
Poi?
Gli scambi di idee si sono intensificati ed è nata una splendida collaborazione.
Magie dei social network.
Una volta i talent scout giravano i locali, oggi cercano youtube.
Che pensa dei big?
Sono felice per Marta sui Tubi. Annalisa Scarrone è una amica di vecchia data. Elio è un mito. E poi ci sono Silvestri, Gazzè…tutti artisti fantastici.
Di che parla “Dietro l’intima ragione”?
Indaga l’anima, cerca di diradare la troppa  retorica che ci fa perdere di vista chi siamo.
Da dove arrivate?
Dagli anni Novanta e dal grunge: cito per tutti Nirvana, Pearl Jam e Soundgarden.
L’importanza dei social network?
Sono una rivoluzione mediatica, ognuno può dire la sua. Negli anni Novanta c’erano la Mescal e poche altre etichette cheosavano. Oggi è democrazia culturale.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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