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Simona Molinari porta a Sanremo "La felicità"

Simona Molinari e Peter Cincotti

C’è il doppio, è vero, col Dr Jekyll e Mr Hyde, ma soprattutto c’è la voglia di portare a Sanremo un po’ di leggerezza e di questi tempi non è poco. Simona Molinari torna sul palco dell’Ariston e stavolta lo fa nella categoria big. Forse è ancora un po’ “Egocentrica”, ma di certo è più matura e il nuovo disco, in uscita il 14 febbraio, offre anche tre balle, genere per lei insolito. Come dice il suo angelo custode Carlo Avarello potrebbe essere la porta verso un altro spicchio di paradiso. Note Spillate la ha incontrata e intervistata poco prima che partisse per la riviera ligure.

Simona partiamo da “Dr Jekyll e Mr Hyde” e le tre ballate che ospita.
Potevano anche essere brani sanremesi ma sono impegnative e io desidero arrivare all’Ariston con una buona dote di con leggerezza.
Come è arrivata alle ballad?
Quando scrivo non penso al genere.
Esaminiamole. Ci spieghi “Lettera”.
E’ la mia prima canzone d’amore, è scritta col cuore. Era un peccato vestirla di electro-swing.
“Il mulo”.
C’è un eco di Fabrizio De Andrè, non potevo non pensare alla sua Buona Novella.
La trilogia termina con “Buona Notte Rossana”.La cover di Dr Jekyll e Mr Hyde di Simona Molinari
E’ la canzone testamento di Lelio Luttazzi.
Chi è Rossana?
Sua moglie. E’ come se lui la cantasse adesso, mi ha commosso l’idea di un corteggiamento che va oltre la vita. Il piano che sentirete è il suo originale.
Perché “Dr Jekyll e Mr Hyde”?
Il doppio mi stuzzica.
Chi è dei due?
Ora Hyde. In generale mi è più simpatico.
“La felicità” racconta il mal d’amore.
E’ una canzone ironica che prende in giro le donne che vogliono cambiare il carattere il proprio compagno. Il quale prima o poi ci lascia. E’ un copione che si ripete spesso. Provo a sdrammatizzarlo.
Contenta le piace di questo Sanremo?
La possibilità di presentarsi con due brani.
Perché?
Significa presentare un progetto e non con una singola canzone. E’ rassicurante.
La sera di “Sanremo Story” che propone?
Un brano del 1959, “Tua” di Jula De Palma.
Lei lavora molto oltreconfine.
Vado dove mi porta la mia musica.
L’Italia?
La amo, è la mia patria e sono orgogliosa, a maggio, a maggio, di fare concerti in Italia.
Al suo compagno di viaggio Peter Cincotti cosa ha raccontato di Sanremo?
Che è un ciclone che travolge e di mettere in valigia tante vitamine.
E’ tra i favoriti, lo sa?
I nomi girano. Ma non ho l’ansia del podio. Sono certa che ci divertiremo e sarà un bel momento di musica. Ci sono tantissimi artisti che stimo.
Obiettivo?
Lasciare il segno?
Chi vincerà?
Il migliore come sempre.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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