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Glen Hansard, il folk irlandese incanta l’ Audiotorium Parco della Musica

Glen Hansard

Più che un concerto quello di Glen Hansard all’ Auditorium di Roma è stato una festa in famiglia, una famiglia tutta irlandese. Sala Sinopoli gremita di gente ad aspettare lo storico leader dei The Frames e dei The Swell Season in giro a promuovere il suo album solista “Rhythm and Repose”.

Ad aprire il concerto, per entrare pienamente nell’atmosfera folk del cielo di Irlanda, Lisa Hannigan, cantautrice dalla voce pulita, tanto apprezzata e resa nota per la collaborazione con Damien Rice in O e 9 e per il singolo “What I’ll do”. E’ proprio su questo pezzo che sul palco appaiono i musicisti di Hansard, alcuni pezzi storici dei The Frames a cui successivamente vanno ad aggiungersi fiati e archi e, naturalmente, Glen in persona.

Qui comincia la festa, due ore e più di rock, di folk vero mai banale con canzoni che si trasformano in pezzi storici, come “Respect” di Aretha Franklin. Hansard ci tiene a dare spazio alle parole prima di ogni canzone, spiegandone il significato, raccontando gioie e dolori che la musica è in grado di curare. Oltre ai pezzi dell’ album solista, regala a un pubblico estasiato brani dei The Frames come Fitzcarraldo, ma anche dei The Swell Season emozionando con “Falling slowly” cantata assieme alla Hanningan che sostituisce la voce femminile di Markéta Irglová, o  la bellissima “Low Rising”.

La grande festa irlandese non intende finire, e allora Hansard invita il pubblico a sedersi lì, sotto al palco vicino a lui perchè la sala è troppo grande e a stare lontani non c’è gusto. Segue un’altra mezzora abbondante di live, persone emozionate sedute ai piedi del palco di una sala che sembra un grande prato, in cui poco dopo si spengono gli amplificatori e Hansard rimane a cantare senza microfono, con tutta la band nel silenzio del pubblico. Il concerto si chiude in itinere con tutta la band che intona “Passing Through” del grande Leonard Cohen, vagando per la platea tra la gente che si lascia andare cantando dietro a questo treno che ritorna dietro le quinte, lasciando a tutti l’impressione di aver assistito a qualcosa di straordinariamente bello, il cui ricordo farà sorridere a lungo.

(Recensione di Irene Zambigli)

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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