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Stereophonics quattro anni dopo tornano "graffitari"

Stereophonics

Dopo una lunga assenza dai tour e a quattro anni dall’uscita del loro album “Decade in the sun”, gli Stereophonics si rimettono in gioco con il nuovo disco, in uscita il 12 marzo. Note Spillate li ha incontrati a Milano, dove sono venuti a raccontare in anteprima “Graffiti in the train”.

Perché quattro anni prima per un nuovo album?
Sono quattro sulla carta ma in realtà abbiamo finito il tour nel Dicembre 2010. Nell’aprile 2011 abbiamo trovato uno studio, che non avevamo mai avuto: abbiamo dipinto le pareti, abbiamo trasportato lì tutto il materiale necessario e abbiamo deciso che non avremmo viaggiato per un anno, che saremmo andati li ogni giorno, che avremmo pensato alle storie, alla musica, all’arte, insomma che per un anno saremmo stati creativi. Non è stato di certo un anno perso e la decisione di stare lontani dai viaggi è stata una delle migliori che potessimo prendere.
Avete deciso di ricominciare con una nuova etichetta. O meglio I diritti della vostra musica adesso sono vostri.
La nostra precedente casa discografica non era così concentrata su di noi come avrebbe dovuto essere e come effettivamente era su Rhianna e altri artisti, per questo abbiamo deciso di creare la nostra etichetta, la Stylus.
Il nuovo album non sarà quindi firmato Sour Mash, etichetta di Noel Gallagher?
No, in realtà entrambi usiamo le stesse apparecchiature, di proprietà di un’altra casa discografica inglese; per il resto, non abbiamo alcun legame con Noel e diciamo che non condivideremo con lui il conto in banca!
Voi avete affermato di scrivere per i video, per il suono e nei testi delle vostre canzoni c’è scritto che scrivete spesso anche “per le immagini”. Che cosa significa?
L’album è stato scritto contemporaneamente alla sceneggiatura per un film: è la storia di questi due ragazzi che vivono in una piccola città e decidono di viaggiare per l’Europa, scoprendo la vita vera. Ha influenzato le canzoni del disco ed è questo che ci riferiamo.
Come sarà intitolato il film?
“Graffiti on the train”, come l’album.
Sarà quindi l’album la Colonna Sonora del film?
Ufficialmente non c’è una colonna sonora perché ufficialmente non c’è ancora un film ma abbiamo già registrato circa 35 canzoni e nell’album ce ne sono solo dieci.
Quando è prevista l’uscita del film?
Al momento stiamo cercando il modo di finanziarne la produzione.
Avete un’idea circa gli attori da ingaggiare?
Preferiremmo trovare dei talenti sconosciuti.
C’è sempre il “sole” nei vostri lavori: è presente nel titolo del vostro album “Decade in the sun” e questo nuovo album si apre con “We share the same sun”.
“Decade in the sun” raccoglie i nostri più grandi successi. E’ un rimando a una frase che Al Pacino era solito dire in studio mentre girava “Il padrino”, per definire il film. La nostra “Decade in the sun” è festeggiare canzoni di successo come quelle presenti nel “The Greatest hits album”. “We share the same sun, invece è legato a un viaggio in Australia. Vedendo il sole tramontare pensavamo alla mia famiglia e i miei amici che, nel Regno Unito, vedevano lo stesso sole sorgere. Non c’è altro collegamento.
Avete iniziato a fare musica circa 20 anni fa perché gli inizi degli Stereophonics risalgono al 1992. Come vedete l’evoluzione della band? Non solo dal punto di vista del suono e della musica, ma nel complesso, perché siete cambiati molto con il passare degli anni.
Ogni volta che facciamo un nuovo album scopriamo qualcosa di nuovo su noi stessi, sul nostro modo di suonare. Ci entusiasmiamo per ogni album, è quello che ci fa andare avanti.
Quando inizierete il tour?
A marzo saremo nel Regno Unito, parteciperemo ai festival in Giappone, Australia e dopo i festival saremo nuovamente in Europa: Italia, Germania, Francia.
Avete la stessa passione dell’inizio?
Forse anche di più!

(Intervista di Carla Budri)

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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