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Ministri di un passato migliore

I Ministri

Ci sono ministri che vengono eletti senza il ricorso alle urne. Che Non fanno discorsi cerimoniosi ma sanno parlare ai giovani. E sanno farsi ascoltare. Soprattutto se predicano il rock. I Ministri raccontano il loro nuovo disco “Per un passato migliore” a Note Spillate. Si chiamano Davide Autelitano,  voce e basso, Michele Esposito, batteria, e Federico Dragogna, testi, chitarra e cori, che ci porta, con le sue parole, nel loro ministero.

Perché “Per un passato migliore”.

Facciamo dischi e concerti in generale. Ma ci sono album che racchiudono ciò che vorresti essere.
Chitarra, basso e batteria: una linea rock.
E’ un album sostenibile.
Che intende?
Che siamo metodici: un disco ogni due o tre anni e tanti concerti a corollario.
Cosa è un concerto per voi?
Un medicamento.
Per il successo rapido?
E’ vero, è stato improvviso ma lo abbiamo gestito bene. Facciamo noi stessi: è quello che ci chiedono i fan. Ci teniamo a sottolineare che non abbiamo bruciato le tappe, siamo cresciuti passo dopo passo.
Non frequentate la televisione.
Non ci andiamo. Ci gestiamo da soli. Viviamo in un paese che teme le chitarre elettriche ma non proseguiamo per la nostra strada.
Perché “Per un passato migliore”?
Durante l’ultima campagna elettorale abbiamo sentito una grossa diffidenza verso il futuro.
Autocritica?
No so, quel che è certo è che noi siamo la somma delle nostre scelte.
Futuro brutto per tutti?
E’ una delle epoche più difficili ma non bisogna esagerare. Noi non abbiamo subito una guerra ma non riusciamo ad acquistare una casa. C’è chi la guerra la ha vista e vissuta ma non ha comunque una casa.
Dunque?
Siamo tutti disillusi ma la parola d’ordine deve essere reagire.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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