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Non sono "mala" tempora se c'è Devendra Banhart

Devendra Banhart

Arriva in Italia uno dei fenomi degli ultimi anni. Molti insistono a considerare Devendra Banhart un fenomeno di nicchia e invece è un fenomeno è basta. Sarà in concerto il 25 luglio in piazza Napoleone a Lucca, il 26 a Rock in Roma (entrambe le volte con Neil Young) e il 27 luglio al Carroponte di Milano (informazioni sul sito di dna concerti e di carrponte) per raccontare il suo nuovo disco “Mala”.

“Mala”, ottavo album in studio di Banhart, è stato registrato in quella che era la sua casa di Los Angeles (l’artista vive ora a New York City). Lui e Georgeson hanno suonato personalmente la maggior parte degli strumenti, utilizzando materiale preso in prestito e un registratore vintage trovato in un monte di pietà: “Molta musica hip-hop degli inizi è stata incisa col Tascam -spiega Banhart- sapendo che le mie canzoni non sono hip-hop, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante ascoltare il suono dei miei brani su una macchina utilizzata in passato per registrare la musica rap che amiamo. Vediamo cosa potrebbe fare per noi”. E’ stato un tipo di approccio nuovo per entrambi: “In passato, l’idea era: cerchiamo di utilizzare gli strumenti più vecchi che riusciamo a trovare”.

Il precedente album di Devendra “What Will Be” del 2009, è stato unanimemente lodato dalla critica: per Rolling Stone “la cosa migliore che abbia mai fatto” e per il Los Angeles Times “ e un album con un folk rilassato, sereno che però non suona come un compromesso, più come la crescita interiore di un artista”.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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