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Please don't stop Parisse

Parisse (foto di Gianluca Saragò)

Ventisei anni, la musica nelle vene e le idee chiare. Questa è Valentina Parisse, in arte solo Parisse: italiana trapiantata in Canada che con la sua passione ha scalato le classifiche d’Oltreoceano con le hit del suo album d’esordio “Vagabond”. La sua voce travolgente entra nelle case degli italiani ogni giorno con la sua “Don’t Stop”, canzone scelta per lo spot della Eni Gas e Luce. Alla vigilia del suo concerto all’Auditorium Parco della Musica, lunedì 22 Aprile. Note Spillate l’ha intervistata per voi.

Romana trapiantata in Canada, che effetto fa suonare all’Auditorium parco della Musica?
E’ un emozione grandissima. Sto lavorando a questo live da tanto tempo e ho voglia di dare tutta me stessa su quel palco. E’ un’occasione unica, è difficile trovare le parole per spiegare cosa provo. Posso dire che sono felice di salire sul palco dell’Auditorium.
Sul palco non sarà sola, con lei ci saranno molti artisti come Marco Fullone, Roberto Kunstler, Nick The Nightfly e Phil Palmer. Quanto contano collaborazioni con nomi del genere per lei?

Mi sentono onorata a condividere il palco con loro. Si impara molto da artisti del genere, mi hanno dato molto. Ho cercato di migliorarmi, di capire tante cose del mondo della musica. Ho scoperto l’importanza della ricerca, della scoperta. Phil Palmer poi ha lavorato con me alla realizzazione dell’album, è stato un vero onore.
Ci tiene a sottolineare che non viene dai talent. Come nasce Parisse?

Ho iniziato a cantare da bambina, e non ho mai sentito la musica come una gara. Per me è sempre stata una condivisione, e ho lavorato molto per ottenere quello che ho. Ho imparato molto dai miei colleghi, e sono orgogliosa della strada che ho percorso. Ho sempre avuto e ho le idee molto chiare, penso che i talent siano un grande fenomeno televisivo, ma la musica non è solo lì.
I suoi singoli “Feel like runnin” e “My baby’s gone” hanno scalato le classifiche radiofoniche oltreoceano. Che effetto le fa alla sua età?

E’ un’emozione indescrivibile trovarsi accanto a nomi grandissimi. Io ascolto e compro molta musica, quello che sono è il frutto di molto ascolto. Vedermi accanto a grandi star nelle classifiche è adrenalina pura, ossigeno puro. Ho scoperto di essere ai vertici delle classifiche in Brasile per puro caro, è stata una gioia immensa. In quello che faccio ci metto me stessa, è la mia vita, e se piace sono contenta.
“Upside down” è una cover di una celebre canzone di Diana Ross. La stessa “Don’t Stop”, canzone scelta per lo spot della Eni è una cover dello storico successo anni ’70 dei Fleetwood Mac. Come mai ha scelto di cantare un’epoca musicale lontana?

Per curiosità. Sono partita ascoltando RnB, soul, ammirando Lauren Hill e, grazie alla tecnologia, a youtube, ho scoperto un nuovo mondo. Mi sono innamorata di un universo musicale fatto di esperienze vere, vive, di palco e sudore. Sono stata rapita dal modo di vivere la musica dei musicisti del passato. Poi in casa la musica non è mai mancata, sono grata a mio padre che con i suoi vinili mi ha aperto la vita alla musica. Sono ricordi felici, li uso quando sono giù di morale.
“Vagabond” è il titolo del suo nuovo album. Si sente una vagabonda anche lei?

Il mio viaggio nasce in Canada, sono partita con pochi soldi per questa grande avventura. In quel momento è nato tutto. Ho sempre sentito l’esigenza di essere aperta a nuove sfide, nuove avventure consapevole che anche nei momenti più bui dietro l’angolo c’è sempre il sole. Non si deve mai perdere la speranza, bisogna rincorrere qualsiasi sogno nella vita, e il mio è la musica che mi ha sempre spinto ad andare avanti. “Don’t stop” racchiude tutto questo pensiero, semplice e dirompente. Non fermarti. Mai.

(Intervista di Irene Zambigli)

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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