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Renzo Rubino, una birra con l'ape, il toro e la vecchia

Renzo Rubino

Renzo Rubino è sempre più la rivelazione del 2013. Forse anche del 2012 ma non lo conoscevamo ancora. Ci sono voluti il Festival di Sanremo e Area Sanremo per farlo brillare. E così l’asticella che decide chi è bravo e chi no si è un pochino alzata. Note Spillate lo ha seguito sempre dal Festival in avanti, passo dopo passo, e lo ha incontrato di nuovo a Milano. Per farci raccontare come è cambiata la sua vita.

Rubino come va?
Bene. Ora finalmente faccio l’artista a tempo pieno.
Contento?
Eccome, è quello che ho sempre desiderato fare. Ho cantato al concerto del Primo Maggio, sto allestendo un tour che sarà uno spettacolo, artisti importanti mi chidedono di scrivere per loro…
Una vita frenetica.
Non mi lamento. E’ quella che ho sempre sognato.
E’ da poco uscito il singolo Pop.
Bello vero?
Ne abbiamo parlato io forse avrei scelto Il tempo del Rock.
Fosse per me non sarei mai in radio, anche io avrei pescato altrove, tipo Lulù o Altalena blu.
Perché non lo ha fatto?
Sono giovane del mestiere e ho un po’ paura a dire la mia anche se riconosco che in Warner nessuno mi ha mai ostacolato.
Pop è una canzone molto estiva.
Eccome. Ci sta. Ha più chiavi di lettura e tante citazioni.
E’ al settimo cielo.
Tutto quello che arriva è un regalo. Solo il fatto di poter parlare con artisti che prima vedevo solo in tivù o ai concerti è un regalo. Quando ho incontrato Niccolò Fabi gli ho dato la mano con ammirazione. Più che al settimo cielo sono in pace con me stesso. Sa cosa mi spiace?
Dica.
Ci sono tanti artisti bravi che non riescono a emergere.
La Puglia, la sua regione, si dà da fare.
Perché Puglia Sounds lavora bene. Ma penso ai Toromeccanico che sono eccezionali eppure faticano.
Come è dal vivo?
Canto con lo stomaco. E’ uno show molto curato, con giochi di luce e sorprese, mi piace lo spettacolo, nell’animo vengo dal teatro. Che è meglio del cinema: il cinema è fantastico ma è finzione. Il teatro è vero.
Che repertorio fa?
Tutto Poppins, un paio di inediti e qualche cover di Dalla, Jannacci e Jo Chiarello.
Scrive molto?
Non tantissimo ma abbastanza. Non sono geloso delle mie canzoni ma non le darei a chiunque, solo a chi può contarle. Vedo la canzone come un vestito: a ognuno la sua taglia.
E’ stato in Puglia dopo il Festival?
Poco. Vivo a Roma. Farò un concerto nella mia città, Martina Franca, l’11 agosto. Mi guardano come una statua di Padre Pio, a volte mi sento imbarazzato.
Che ascoltiamo in spiaggia bevendo una buona birra?
In generale?
No, di suo.
Escludendo i singoli.
Sì: tre canzoni per una birra…
Calo un terno secco: “Paghi al chilo”, “L’ape il toro e la vecchia” e “Eri bellissima”

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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