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Bobo Rondelli, a (very) famous local singer

Bobo Rondelli con l'ukulele

Le campagne lunghe sono la sua forza. Bobo Rondelli è un cinquantenne che morde la musica dalla culla. Tanti dischi, tante esperienze msuicali, film e ruoli attoriali. In America dove l’artista completo è considerato un must sarebbe una star, in Italia è un artista che chi lo conosce non dimentica perché le sue canzoni ironiche e melanconiche sono lo specchio della nostra anima. Può cambiare la prospettiva ma di certo non cambia l’essenza. Note Spillate lo ha intervistato a pochi giorni dall’uscita del suo “A famous local singer” per la cui realizzazione si è fatto accompagnare dell’Orchestrino.

Rondelli partiamo dal disco e dall’Orchestrino.
Le piace? Lo trovo frizzante e allegro, molto estivo. L’Orchestrino perché i dischi si fanno insieme.
Il disco ha un suo fascino retrò ma seducente.
Bisognerebbe sentirlo dal vivo. A volte ci sono incontri casuali di brani. Il mio concerto ha due fasi e a fare da interludio ce ne è una terza molto intensa..
Cosa è cambiato rispetto ai precedenti lavori?
Ho sempre usato la canzone come una forma di ricerca interiore, questa volta è più legata al corpo. Fa ballare.
Ha fatico a essere una tantum superficiale?
No, a volte essere profondi passa per presunzione.
Richieste per il cinema?
Purtroppo nessuna.
Crisi anche lì?
Come in tutti i settori dell’arte. Si cerca di tagliare il più possibile: non c’è posto per tutti.
Lei però lavora abbastanza?
Non quanto vorrei. A volte si fanno anche serata per poco ma…
Ma?
Grazie a Ponderosa, la mia agenzia, si sta guardando all’estero. Sarebbe davvero una gioia!

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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