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Ylenia Lucisano, la nuova stella del pop

Ylenia Lucisano

Sempre oltre. Ylenia Lucisano, calabrese di 23 anni, è pronta per conquistare l’Italia. Comincia la sua opera di seduzione canora in questa calda estate col singolo “Quando non c’eri”, poi arriveranno il disco e, si spera, Sanremo in due anni. Dal vivo ha una personalità fuori dal comune per la sua giovane età. E una modulazione vocale che la porta, con estrema naturalezza, da Sergio Cammariere e Mina, da Elisa a Cindy Lauper fino a se stessa.

Ylenia forse ci siamo.
Sono determinata. Questa volta ho trovato persone che realmente credono in me e il percorso è davvero iniziato.
Prima tappa “Quando non c’eri”.
Un singolo estivo divertente e intrigante. Devo dire grazie a Riccardo Vitanza che ha scelto di produrmi e investire su di me.
Visti gli impegni servirebbe un po’ di vacanza.
Me ne vado in Calabria, nella mia terra, ma non starò tutto il tempo a poltrire, anzi ci starò molto poco.

Ylenia Lucisano

Che farà?
L’obiettivo di agosto è scrivere canzoni e partecipare a tre date della rassegna itinerante “Calabriasona”. Ho anche un brano in parte in italiano e in parte in dialetto che voglio far ascoltare.
Come si intitola?
“Movte” che significa muoviti. Ha un ritmo incalzante, quasi ipnotico. Messa su youtube spopolerebbe!
Ha già delle idee di scrittura?
Ho delle bozze di testi ma devo svilupparli. Giù ho la possibilità di fare provini, c’è un piccolo studiolo per fare la scrematura delle idee, oltre quella primordiale che faccio io a mente. L’obiettivo è di registrare almeno altri tre brani.
Nel 2014, in primavera, arriverà l’album d’esordio.
Per fare un disco non bastano le trenta canzoni che avrei pronte, ce ne vogliono almeno ottanta poi si screma e si identificano le dieci, docidi giuste.
Fa tutto da sola?
Servirà l’aiuto di qualche autore ma fra quelle che ho cinque o sei valide ci sono.
E’ molto critica verso se stessa?
Pignolissima.
Si riascolta?
Non mi piace ma ogni tanto a casa magari di nascosto ci casco.
Si piace?
La soddisfazione più grande è quando non ti sembri tu perché significa che ti sei superata, hai fatto qualcosa di cui non sei consapevole.
Le è mai capitato?
Poche volte ma col singolo è successo, sono cose che vanno oltre i limiti che mi sono data.
A proposito di singoli “Quando non c’eri” è stato leggermente riarrangiato per essere appetibile alle radio.
Le mie canzoni sono più melanconiche. Tornerò lì perché lo sono per natura. Sono un po’ blues, mi definiscono così gli amici.
E’ davvero così cupa?
Sono ottimista e positiva nelle cose, chi non mi conosce mi crede infelice e carica di problemi, invece è solo la canzone che mi porta verso quella deriva.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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