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O vient va dove soffia Clementino

Clementino

Il rap di Clementino non va mai in vacanza e non ha mai paura. Lui si è formato col freestyle. Viene da Cimitile, provincia di Napoli, farà 31 anni a dicembre,  il suo disco “Mea culpa” sta andando molto bene, i suoi concerti sono affollatissimi, ha da poco vinto il Music Summer Festival nella categoria giovani proprio con la canzone “’O vient” e il 12, al Parco Gondar di Gallipoli, aprirà il concerto di Snopp Dog.

Pronto per Snopp Dog?
Sto lavorando a una canzone con i Sud Sound System mi piacerebbe proporla a Parco Gondar visto che siamo in Salento.
Lei è molto collaborativo però IENA significa “io e nessun altro”.
Cos’ ho ribattezzato il mio secondo disco.
Perché quel titolo?
Le canzoni riguardano tutte me stesso.
E perché Iena?
La iena sbrana le sue vittime e io lo faccio con i miei avversari di freestyle.
I suoi rapper preferiti in Italia?
Mi piacciono le canzoni.
All’estero?
Sono una enciclopedia vivente del rap afro-americano ho scritto “La mia musica” che è un prontuario.
Dagli Stati Uniti?
Snopp Dog è un grande che sa parlare di guerra e di amore. In Italia andrebbero conoscitui, tra gli altri, Sean Price, Ill Bill e Rugged Man.
Ha vinto il Music Summer Festival.

Sono contento per DJ Shablo e tutti i ragazzi che hanno collaborato con me: Clementino è un gruppo.
O Vient è in parte in dialetto.
Doppia gioia vincere con una canzone col ritornello in napoletano e che parla di immigrazione.
Vince anche quando non è freestyle.
E’ stata una finale curiosa: Greta da Amici, Antonio Maggio da X Factor e io da Cimitile, l’underground di Napoli.
Lei ha un pubblico fedele.

Ho sempre frequentato i centri sociali anche da sconosciuto
Vacanze?
Andrò dal 15 settembre per un po’ di giorni a Barcellona con gli amici.
I suoi primi lavori?
L’animatore prima nei mini club per i bambini, poi il capo animatore e infine il capo villaggio.
Lei viene dal teatro.
Una esperienza fondamentale, garantisce quel po’ di faccia tosta indispensabile a chi fa il mio lavoro: è utile dal vivo e nei video.
Per tanti ragazzi è un guru.
So che mi ascoltano e cerco di mandare messaggi responsabili. La rabbia va veicolata, i rapper sono i nuovi cantautori e con le parole possono fare più male di un killer di Secondigliano.
Non teme nulla.
Per chi è cresciuto facendo freestyle la paura non è contemplata.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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