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Antony and the Johnson e Franco Battiato: due notti speciali e un cd

Antony con Franco Battiato durante il nostro incontro

Metti una sera fiorentina in hotel con Franco Battiato e Antony & the Johnson e ti ritrovi a parlare di tante cose ma molto poco di musica che in realtà sarebbe il motivo principale per il quale ci siamo incontrati. All’origine ci sono i due concerti straordinari, il 31 agosto al Mandela Forum di Firenze e il 2 settembre all’Arena di Verona. Protagonisti sono proprio Battiato e Antony Hegarty. Il copione prevede due set separati e tre canzoni in comune che diventeranno un disco la cui uscita è prevista a ridosso di Natale.

Franco e Antony si sono conosciuti alcuni anni fa quando Antony preparava un nuovo disco: <Cercava un posto in Italia –racconta Battiato- e la sua agenzia ha pensato di spedirlo a casa mia in Sicilia, a Milo sulle pendici dell’Etna. Abbiamo passato 15 giorni insieme in una sala col mio pianoforte. Ha un timbro vocale che tocca in profondità: la differenza la fa la voce, potrebbe anche cantare l’elenco del telefono che chi ascolta ne resta scosso>. Abbagliato dalle corde vocali di Eggarty, Battiato ha inserito in “Fleurs 2” la sua “Frankenstein”, traducendola e ribattezzandola “Del suo veloce volo”. Per un po’ lo stesso artista inglese, sedotto dalla traduzione, la ha cantata in italiano poi ha smesso. Anche se è possibile che a Firenze e Verona faccia la sorpresa di cantarla nel nostro idioma. Invece Antony ha confessato di <essere rimasto sedotto dalla sua voce e dalla sua gentilezza. Il primo contatto con Franco è stato attraverso un disco, poi sono andato a Londra a vedere un suo concerto e ho capito che era speciale>. Il discorso musicale praticamente finisce qui. E’ doveroso aggiungere che sul palco ci saranno anche Alice, che farà “Il vento caldo dell’estate”, e la Filarmonica Toscanini con i suoi quaranta elementi.

Ora si entra nel filosofico, nel teologico, nel sociale, nell’umano. Parte Antony spiegando che “Dio è madre. Affinché continui a esserci avere vita su questo pianeta servirebbe un cambiamento epocale verso una visione femminile del mondo: per me Allah è donna, Budda madre, Gesù ragazza. Sono arrivato a queste conclusioni per la mia esperienza di transgender>”. Per Battiato la divinità non ha sesso, è immutabile: “Ai primi del Novecento sono stato donna, magari domani sarò un santo”.

Ora passiamo alla scienza che ha qualche responsabilità se questo nostro mondo sembra incapace di evolvere. Antony assicura che “gli scienziati conoscono il quattro per certo dei misteri della natura ma in compenso noi sappiamo come distruggerli tutti. Metti cento cervelloni in una stanza e non riescono a ricreare una fragola ma riescono benissimo a distruggere il mondo. Se questa è la massima forma di intelligenza e si manifesta con la distruzione, beh bisogna prendere atto che una forma bassissima”. Battiato identifica nella competitività, che si sviluppa fin dai primi anni di vita, uno dei grandi problemi della nostra epoca: “Si fanno dei figli che già al primo mese sono animati da forte competitività e dunque sono già rovinati. Il pianeta terra è una prigione cosmica. Poche settimane fa in America una coppia ha regalato al figlio di 4 anni un fucile vero e questo ci ha ammazzato il fratello: è tutta una pazzia”.  Antony analizza da un’altra prospettiva: “Sono un trasgender ho sperimentato gli ormoni e dunque giustifico la tendenza istintiva dell’uomo alla competitività come essenza della mascolinità. Ma le donne sono colpevoli quanto gli uomini: le donne hanno chiesto agli uomini di uscire per noi a uccidere e cercare cibo, noi siamo rimaste a casa per crescere i bambini per cui siamo corresponsabili. Io mi sono affrancato dall’oppressione del maschio quando ho scoperto che in abiti femminili sono forte come donna e non ho bisogno di protezione né di qualcuno che vada a caccia per me. Me la cavo da solo”.

Amori omosessuali e amori eterosessuali. Da entrambi i lati ci sono i “cattivi”: se tanta parte del mondo oggi è ancora marcatamente omofoba, Cary Grant e il suo amante insultavano gli eterosessuali. Antony smorza i toni: “In Italia la situazione è più oppressa che in altre nazioni perché in Italia c’è la cultura del macho: eppure io che sono un trasgender sono stato accettato”. Battibeccano come due vecchi amici Battiato ed Eggarty e la nostra chiacchierata sarebbe andata avanti ancora parecchio se non fosse che le prove incombevano. Alla fine la musica, e la loro in primis, mette d’accordo tutti.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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