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La recensione ad alta Fermenta-Zone di Mark Bee: Hot Natured

La cover di Hot Nature

Chi ha detto che l’estate e le vacanze son finite? Gli Hot Natured ci offrono con il loro album d’esordio un ultima possibilità da non perdere. Nel progetto di Jamie Jones e Lee Foss creatori della label Hot Creation assieme ad Ali Love e Luca C., meglio conosciuti come Infinity Inks, sentono la necessità di attingere samples dalla old house, quella che ha fatto scuola e va rispettata ma c’è una volontà e una maestria nel rinfrescarla con pop synth e stesure più rilassanti.

L’album sprigiona una balearic house spensierata e travolgente, un tour virtuale dove le sfaccettature della disco vanno a braccetto con quelle del sole portandoci un ultima settimana in giro per il mondo. Ci si trova immersi in un pool party a Dubai grazie agli echi arabeggianti di “Isis”, si passa alle sonorità rivierasche italo-disco di “Reverse Skydiving”, poi con un volo intercontinentale si arriva alle spiagge di Miami, dove il singolo “Benediction” aveva convinto già dal primo sorso tanti “addetti ai lavori”, l’aperitivo di un successo imminente.

Finchè siamo in America facciamo una capatina a Detroit, giusto il tempo della durata di “Forward Motion”, ma bisogna subito rimettersi in viaggio per arrivare puntuali, ormai al sorgere del sole, in un club di Ibiza con “Alternate State”. Il disco sta volgendo al termine così come la nostra vacanza, purtroppo è tempo di ritornare a casa alla nostra normale routine. Fortunatamente abbiamo ancora la birra che avevamo messo in fresco prima di partire. E’ il momento di spillarla.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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