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Tutti i (Gem) Boy di Cristina D'Avena

Cristina sul palco (foto di Roberta Ciravolo)

Il sodalizio tra la regina delle sigle dei cartoni animati e gli irriverenti Gem Boy è una di quelle cose che la scienza non potrà mai spiegare, ma in compenso i detti popolari vengono in nostro aiuto, perchè  è proprio vero che “gli opposti si attraggono”. Sabato 28 settembre all’Alcatraz di Milano l’inedita coppia che scoppietta ma non scoppia ha aperto le danze dell’appuntamento revival Welcome To The Jungle. Cristina e i suoi “ragazzacci” hanno acceso la serata con il loro ormai consolidato spettacolo, fatto di sigle dei cartoni animati (con relative rivisitazioni in chiave gemboyesca), gag tra lei e CarlettoFX, e alcuni attimi di vero delirio musicale. Note Spillate ha incontrato Cristina poco prima di salire sul palco e la ha intervistata.

Cristina, di nuovo all’Alcatraz con i Gem Boy: ci descrive in breve la natura del vostro sodalizio?
E’ la quarta volta che siamo qui, chi l’avrebbe mai pensato! Comunque, come disse qualcuno in occasione del nostro primo concerto insieme, siamo come il diavolo e l’acqua santa, ma è un connubio che per quanto strano funziona.
Senza dubbio, e a confermarlo ci sono migliaia di persone che vengono a vedervi ogni volta. Restando in tema di collaborazioni, con quale altro artista le piacerebbe collaborare?
Sicuramente Lorenzo Cherubini, adoro la sua musica. Se dovessi fare una cover sceglierei la sua “A te”. Agli inizi delle nostre carriere (ndr, i due sono quasi coetanei) capitava spesso di incrociarci, ora purtroppo è molto raro, ma mi piacerebbe tantissimo collaborare con lui.
A fine novembre uscirà “30 e poi… Parte Seconda”, il secondo capitolo della celebrazione dei suoi trent’anni di carriera: qualche anticipazione?
No, non posso, ci sono grandi sorprese all’orizzonte, stiamo preparando tutti nei minimi dettagli, ma non posso proprio svelare niente!
Lei è attualmente in tv sul canale Super! con il programma per bambini “Radio Crock’n’Dolls”: cosa l’ha spinta a dire di sì?
Farà ridere, ma mi piaceva tantissimo l’idea di interagire con il pupazzo Ciuffetto! Poi il punto forte del programma è il fatto che trattiamo dei temi attraverso le canzoni, che vengono interpretate da un gruppo di pupazzi simpaticissimi, i Dolls. Alla fine di ogni puntata, poi, c’è una mia canzone con la dedica. Penso sia un programma davvero ben fatto, semplice e diretto.
Lei ha iniziato quasi “per caso” quando fu chiamata a incidere la sua prima sigla, Bambino Pinocchio: quando si rese conto che cantare era quello che voleva fare nella vita?
Cantare mi è sempre piaciuto (ndr, partecipò a soli tre anni allo “Zecchino D’oro” con Il Valzer del Moscerino), ma a diciassette anni non avre

Cristina D'Avena e i Gen Boy (foto di Roberta Ciravolo)

i mai pensato di fare quello nella vita. Poi però una sigla tirò l’altra, io mi divertivo molto, mi piaceva quello che facevo, e il pubblico rispondeva benissimo, c’era davvero tanto amore. Finchè un giorno realizzai che quello che faccio tutt’ora era quello che avrei voluto fare per il resto della mia vita.
C’è mai stato un momento in cui si è sentita intrappolata nel personaggio?
No, ho sempre amato quello che ho fatto. Sono una persona estremamente positiva, per cui quello che faccio lo faccio con così tanta passione che non posso sentirmi intrappolata, anzi, mi è capitato spesso di dover difendere la mia posizione quando magari qualcuno mi diceva di fare altro. E io rispondevo: ma scusa, quello che faccio mi piace, il pubblico mi vuole bene ed è contento, perchè devo cambiare strada quando quella che ho intrapreso sento che è quella giusta per me?
I suoi fan sono davvero devoti e appassionati: la proposta più strana che le hanno mai fatto?
Un bambino di tre o quattro anni mi ha detto che voleva sposarmi e che aveva già preparato la camera da letto. Mi ha detto che non importa se è piccolo, che mi aspetta!

(Intervista di Linda Avolio)

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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