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Il suadente nonsense di The Talking Bugs

La cover dell'album di The Talking BugsThe Talking Bugs si formano nel gennaio 2011 dall’incontro di Alessandro di Furio (chitarra classica, voce), Fausto Ghini (chitarra classica, voce), Paolo Andrini (contrabbasso). Nel novembre 2012 si unisce alla formazione Youssef Ait Bouazza (batteria, percussioni). Il quartetto mescola stili dalle differenti provenienze e ne ricava un sound indie folk dal quale affiorano elementi che spaziano dall’elettronica al dream pop. Richiami che portano ad accostamenti con bands quali Beirut, Kings Of Convenience, Grizzly Bear ma anche Notwist e Sodastream. I Talking Bugs mantengono tuttavia una personalità ed un’autonomia compositiva e melodica che evidenzia l’autenticità della loro ispirazione artistica. Uno stile definito che spazia dalle contaminazioni balcaniche a quelle più ispaniche. Riferimenti musicali che vanno dal reggae al tango moderno. Dettagli curati e misurati per reinterpretare le sonorità folk in modo attuale e coinvolgente.

Sulle note del contrabbasso le chitarre (classiche) si inseguono veloci e ostinate creando dinamiche seducenti. Voce calda intensa, agrodolce che si incastra tra ritmi nervosi, melodie malinconiche e atmosfere suggestive. Musica “transeuropea”, con testi (in lingua inglese) intimisti e spietati. Pensieri e stati d’animo raccontati in maniera minimale e delicata. Un intrigante connubio tra il suono caldo e ruvido degli strumenti classici privi di qualsiasi effetto e l’elettronica minimale  delle percussioni.

Il singolo “Consequences of your sound
Il video-teaser dell’album

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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