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Elisa fa volare la sua anima

Si chiama L’anima vola (pubblicato da Sugar) il nuovo album di Elisa. È il primo scritto interamente in italiano. Vanta la collaborazione con Luciano Ligabue, Tiziano Ferro, Giuliano Sangiorgi ed Ennio Morricone.

Elisa Toffoli (foto Meschina)

Elisa Toffoli (foto Meschina)

Dal 7 marzo partirà L’anima vola Tour nei palasport delle più importanti città italiane. Note Spillate ha incontrato e intervistato l’artista per voi.

Elisa, dopo tanti anni di successo internazionale è voluta rimanere nella sua Monfalcone. Come mai?
Diciamo che beneficio del mio contesto isolato, che mi regala ogni giorno nuove suggestioni. Per me è molto importante vivere la normalità quotidiana.
Non le piacciono le grandi città?
Sì adoro le metropoli. Mi danno molte emozioni ed energia. Però non ho mai vissuto in una città grande per tanto tempo. Non credo che ne sarei capace.
E’ stata molto negli States. Come mai ha deciso di fare concerti lì solo dal 2008?
Devo dire che avevo molta paura di suonare lì.
La diversità di approccio alla composizione in italiano o in inglese è tanta?
Già. Con l’inglese avevo paura di dover rinunciare al senso profondo del testo. Quindi per non sbagliare mi sono imposta di partire sempre dalla scrittura del testo. La lingua inglese per me è come pongo, trova scorciatoie, si modella, quella italiana invece è come un oggetto delicatissimo.
Il suo testo “Lontano da qui” parla di pretesti. Ma ce n’è ancora bisogno in una società dove non c’è più nulla da nascondere?
Ogni tanto non si ha la forza di dire la verità. Il mio testo però vuole essere ironico. Il nostro è un eterno scappare e cercare rifugi. Vogliamo evadere da mondi sbagliati.
Parliamo di “Pagina bianca”. La sua generazione secondo lei è stata tradita dalle illusioni che ci cantavano i grandiIo da giovanissima non ho mai voluto capire la politica e troppi come me hanno fatto lo stesso. Oggi non manca l’ideale politico, ma manca il ponte, il pensiero che questo ideale possa essere applicato alla politica. Lasciamo sempre che se ne occupino gli altri. Ma chi sono questi “altri”? Tutti, dai 25 anni in più, hanno il modo di avere una coscienza.
Cosa vuol dire essere cantautori oggi?
La parola “cantautore” ha un significato forte. Sei autore di quello che canti. L’interprete è un esteta, mentre il cantautore è produttore di quello che vive. Devi avere la capacità di raccontare lo stato d’animo collettivo e di rilevare un tema che sia interessante per la collettività.

È da un po’ di tempo che non fa instore. Come mai?
Ma non è per volontà mia. Forse quando diventi vecchia non te li fanno fare più (ride ndr.)
Come saranno organizzati quelli di Milano e Roma alla Feltrinelli?
Saranno semplici showcase dove firmerò le copie.
Come sarà invece il tour?
Molto legato a questo album: sobrio e minimale.
Com’è il suo rapporto con il pubblico?
Speciale. Nel contatto con il pubblico c’è sempre qualcosa di magico e inspiegabile, perché si è tutti quanti lì che si aspetta la magia. Io ho molto rispetto per questa sensazione. Per me c’è qualcosa di sovrannaturale. È una botta di energia di massa. La musica è veicolo e pretesto.
Pretesto?
Sì, per liberare le energie. Nel futuro nasceranno altre “scuse” per liberare la fisicità.
Le canzoni dell’album sono tutte nuove o ha ripescato qualcosa dai cassetti del passato?
Ho fatto delle scelte drastiche sui testi. Sono tutti nuovi. La gestazione dei brani è avvenuta tra l’estate 2011 e il settembre 2012.
Dipinge anche.
Sì. Prima o poi farò qualcosa in merito. Nel frattempo continuo a fotografare.
Ha avuto la nomination agli Oscar e Roberto Vecchioni al Nobel. Rivincita della musica italiana?
Io sono felice di queste nomination, anche se non sono patriottica. L’Italia è così piccola e produce così tanto. Questo ci dovrebbe far riflettere.
Una nomination al Nobel per la letteratura a un cantautore. Cosa ne pensa?
Se un cantautore deve essere premiato con il premio per la letteratura qualcosa non va. Servirebbe un premio ad hoc.
Tre aggettivi per questo album?
Vulnerabile, scoperto e sincero.

 (Intervista di Barbara Giglioli)

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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