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Marco Mengoni e il suo #esercito occupano la Feltrinelli di Milano: il diario di Note Spillate

L''#esercito aspetta Marco

Mengoni chiama, l’Esercito risponde. Ed è proprio un esercito di fan quello che l’11

Mengoni alla feltrinelli (foto di Giannina Andrioletti)

 novembre ha invaso la Feltrinelli di Piazza Piemonte, a Milano. Oltre 800 persone sono accorse in libreria per incontrare l’artista e farsi autografare il cofanetto #PRONTOACORREREILVIAGGIO, in vendita in anteprima proprio nella libreria del capoluogo lombardo (e dal 12 in tutti i negozi d’Italia). Note Spillate c’era ed ecco il diario della giornata scritto da Silvia Marchetti.

Ore 6.30. Una lunga fila di fan inizia a formarsi già alle prime luci del mattino. Una corsa contro il tempo per riuscire ad acquistare il dvd e ricevere il pass per l’incontro con Marco.
Ore 9.30. Finalmente, dopo ore di attesa, le porte della Feltrinelli si aprono e i ragazzi corrono verso le casse per aggiudicarsi il prezioso cofanetto. Missione compiuta. Primo step superato. Ora l’attesa più emozionante: l’arrivo di Mengoni.
Ore 15.30. La libreria comincia a riempirsi fino all’inverosimile. Ci sono fan di ogni età e di ogni città. Studenti, mamme con bambini, eleganti signore con marito al seguito, nonni più agitati dei propri nipoti. L’atmosfera che si respira è davvero elettrizzante e di festa. Ci sono proprio tutti, manca soltanto l’ospite d’onore, il capo Esercito.
Ore 16.20. L’arrivo. Un boato assordante (neanche fossimo in curva allo stadio) dà il benvenuto a Marco. La folla applaude e chiama a gran

Marco Mengoni firma autografi (foto di Annalisa Canducci)

 voce il proprio idolo. Il ragazzo ricambia con affetto, regala sorrisi e baci, scatta foto divertenti.
Ore 16.30. Inizia il firmacopie. Marco si siede ad un tavolino, posto al centro di un palco in legno. Gli uomini della sicurezza controllano pass e cercano di mantenere l’ordine. I fan sono davvero tantissimi e qualcuno, ogni tanto, spinge o cerca di superare le persone in fila. La voglia di abbracciare e di scambiare due parole con Mengoni è troppo forte. Tutti cercano di attirare la sua attenzione, di salutarlo, di fargli sapere quanto apprezzano la sua arte e la sua personalità.
Ore 18. La libreria è ancora piena di gente. Chi ha già potuto parlare con Marco non vuole andarsene; chi, invece, aspetta pazientemente in fila, lo guarda ammirato e canticchia le sue canzoni. La manager, Marta Donà, raccoglie un’infinità di regali e di lettere: ci sono dolci, ciondoli, libri, magliette, pupazzi e molti altri oggetti che attirano l’attenzione del cantante come fosse un bambino al Luna Park.
Ore 19.30. Ultimi autografi. Le luci della Feltrinelli cominciano a spegnersi una dopo l’altra. Ma c’è ancora tempo per qualche battuta finale, per un paio di abbracci e di foto anche con gli addetti ai lavori e per un saluto generale all’Esercito. Marco sembra non volersene andare. Gli occhi si illuminano e la gioia è tanta di fronte ad una folla così festosa e calorosa. Molti curiosi lo aspettano anche fuori dalla libreria. C’è modo e tempo di accontentare e di regalare loro altri sorrisi. Poi un’auto lo porta via, verso altre città, nuovi incontri, grandi soddisfazioni.

Perché il viaggio continua.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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