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Un passeggiata in Mondovisione con Ligabue e Note Spillate

La cover di "Mondovisione"

Luciano Ligabue e il suo nuovo produttore Luciano Luisi avevano un unico intento per il nuovo album:  doveva essere classico, ma in un contesto moderno. Le parole chiave che hanno guidato il disco sono verità e schiettezza, per comunicare i racconti e le pulsioni emotive che hanno generato i brani.

Leggi l’intervista di Note Spillate a Luciano Ligabue

IL MURO DEL SUONO: È un incentivo a reagire e cambiare il mondo nel quale viviamo. C’è una strofa nella canzone che dice: “Chi doveva pagare non ha mai pagato per la carestia, chi doveva pagare non ha mai pagato l’argenteria, chi doveva pagare non ha mai pagato, c’è qualcuno che può rompere il muro del suono, mentre tutto il mondo si commenta da solo.” Luciano Ligabue esorta a rompere il così detto “ muro del suono” perché “stiamo seppellendo la vita vera sotto quintali di chiacchiericcio”.

SIAMO CHI SIAMO: È un inno alla “casualità non casuale” della vita. Perché “non c’è niente da capire, di tutte quelle strade, averne presa una, per tutti quegli incroci, nessuna indicazione. Di tutte quelle strade, trovarsi a farne una, qualcuno ci avrà messi lì, siamo chi siamo”. Tutta la nostra esistenza è un disegno.  Ligabue commenta: “Ogni uomo si chiede chi è e la risposta più ovvia è che siamo chi siamo. Questo basta”.

IL VOLUME DELLE TUE BUGIE: Uno scuro ritratto della tristezza che indurisce il cuore di alcuni uomini. Un inno dolente di chi si è arreso e cerca di mascherare il suo dolore dietro alla scontrosità dell’animo. “Continui a dire al mondo, che le cose sono chiare, ce la fanno solo i duri, che chi spera si fa male”. Anche queste persone, però, ogni tanto incontrano la bellezza: “se ti succede ancora di guardare in faccia il mare, giri in retta gli occhi e il cuore che hai ben altro a cui pensare”.

LA NEVE SE NE FREGA: Riprende il titolo del libro di Ligabue uscito nel 2004. È una nevicata che non tocca solo la terra ma anche il cuore. È una neve metaforica, infatti il testo dice: “la manna forse aveva questa forma, e allora puoi fidarti, parlami davvero, sciogli questo gelo, sentimi davvero, che spegniamo il buio, baciami davvero”.

IL SALE DELLA TERRA: Questa canzone, primo singolo di “Mondovisione”, è una carrellata di grotteschi ritratti italiani. Si parte da Schettino “siamo il capitano che vi fa l’inchino” e si arriva alla sua compagna Ludmilla “siamo una ragazza nel bel mezzo dell’inchino”. La canzone termina con il botto: “Siamo la Montblanc con cui ti faccio fuori, siamo la risata dentro il tunnel degli orrori”. Ligabue tiene a specificare che è solo il ritratto di una parte d’Italia, non di tutti i suoi abitanti.

TU SEI LEI: È un testo molto profondo. Inizia con lo stupore dell’amore “dopo tutti questi anni io non smetto di guardarti qualche volta ancora a bocca aperta” e termina con la “casualità non casuale” della vita, tema che più volte ricorre nel disco: “se l’universo intero ci ha fatto rincontrare qualcosa di sicuro vorrà dire”.

NATI PER VIVERE (ADESSO E QUI): È una canzone che va contro a chi “canta che sei nato per morire”. C’è un nihilismo troppo forte nella società. Ligabue in questa canzone dice che è arrivato il tempo di vivere ogni momento intensamente. Perché “il futuro è cominciato già, ogni giorno è un altro giorno, non lo puoi saltare”.

LA TERRA TREMA AMORE MIO: Una toccante descrizione del terremoto in Emilia. In conferenza stampa Ligabue commenta: “Una volta provato il terremoto non torni più indietro. Quando la terra balli hai bisogno di un appiglio e la famiglia è quello migliore”. Infatti lo conferma la strofa iniziale: “La terra trema, amore mio, i figli van tenuti in braccio, ognuno con le sue domande da fare a Dio”.

PER SEMPRE: In questa canzone vengono dipinte scene di vita familiare di Ligabue. C’è una strofa che riassume tutto il significato del testo, un fermo immagine di tanti anni fa: “Mia madre che prepara la cena cantando Sanremo, carezza la testa a mio padre, gli dice vedrai che ce la faremo, per sempre, solo per sempre, cosa sarà mai portarvi dentro solo tutto il tempo”.

CiÒ CHE RIMANE DI NOI: Il testo di questo brano racconta molto bene la sensibilità di Ligabue, la capacità di elaborarla e l’abilità di raccontarla. Il cantante spiega: “Nel dicembre scorso ho pensato che questa canzone dovesse avere due ‘modi’ nella sua realizzazione per essere efficace: le strofe avrebbero dovuto creare un senso di impotenza rispetto a ciò che ha provocato quel dolore, nei chorus invece si doveva sottolineare una sorta di reazione a quello stesso dolore”.

CON LA SCUSA DEL ROCK’N’ROLL: Ligabue confessa:  “Grazie al rock’n’roll ho fatto cose che altrimenti non avrei fatto” e lo scrive anche nel testo della canzone: “con la scusa del rock’n’roll ho detto cose che potevo non dire e fatto cose che potevo non fare”. Questo testo è una riflessione sul ruolo della musica nella vita del cantante di Correggio. Quella musica che cambia e fa crescere ogni anno un po’ di più.

SONO SEMPRE I SOGNI A DARE FORMA AL MODO: Sin dal titolo è chiaro il forte messaggio positivo veicolato dalla canzone. Il testo inizia con “io non lo so quanto tempo abbiamo, quanto ne rimane” e continua con “sono sempre i sogni a dare forma al mondo e sogna chi ti dice che non è così e sogna chi non crede che sia tutto qui”. Ligabue commenta il suo testo: “Se siamo a questo livello di società è perché siamo stati in grado di sognare in grande”.

(Commento di Barbara Giglioli)

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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