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Tintinna la X sulla musica dei Perturbazione

Perturbazione

Perturbazione che strana parola. La si teme quando arriva dal cielo ma spesso la si desidera quando arriva dall’anima. Perché ha in sè un quid di follia. Quindi quando sul palco ci sono i Perturbazione, o quando suona un loro disco c’è da aspettarsi di tutto. Magia in primis. Il loro ultimo disco si intitola “Musica X”. Loro sono in sei: Elena Diana, violoncello, Gigi Giancursi, chitarra e cori, Cristiano Lo Mele, chitarra e tastiere, Rossano Antonio Lo Mele, batterie, Alex Baracco, basso, e Tommaso Cerasuolo, voce e mandolino. Ed è proprio con quest’ultimo che entriamo nello spirito dei Perturbazione.

Tommaso Cerasuolo come è un vostro concerto.
Mescoliamo le carte e ci divertiamo. Alterniamo canzoni vecchie e nuove perché crediamo che la gente debba arrivare gradualmente alle novità. L’approccio è più pop poiché sono tanti i fattori che confluiscono su un palco.
Sembra una formula scientifica.
Da giovani si è pervasi dal sacro fuoco della musica. Crescendo lo personalizzi, lo gestisci. Senza però dimenticare che un concerto deve essere anche divertimento.
Sei sul palco: un piccolo esercito.
Bel numero di questi tempi. Abbiamo ritmiche variabili e sfumature più pop. Ci aiutiamo con qualche piccola base e mentre il disco ha privilegiato voce e basso, sul palco siamo più chitarristici.
Cosa rappresenta la X del titolo?
Oggi subiamo la crisi degli ideali ma è in questi momenti incerti che comprendi come molti concetti erano una gabbia illogica. La X è il re nudo che delega una decisione pur ribadendo che parliamo di una semplice X. E’ vedere il mondo in modo diverso, più personale. E’ essere meno gregge e crescere nell’individualità. E’ capire che dentro l’omologazione ci può essere del buono.
“Monogamia” suona strano nell’era delle chat.
E’ un invito a guardarsi in faccia e parlarsi. Bisogna affrontare anche le contraddizioni, le forme di dubbio stimolano. Io credo che ogni individuo dovrebbe essere un anno uomo e uno donna, una vita in alternanza.
Curiosa teoria?
Tendiamo a seguire un percorso, ogni tanto si sbanda ma non bisogna perdere l’equilibrio.
Nel disco collaborate con i Cani, Erica Mou e Luca Carboni.
Un tris eterogeneo per età e genere. Quando cerchi una collaborazione significa che in una canzone hai bisogno di un registro diverso.
Luca Carboni sembra lontanissimo dalle vostre X musicali.
Il brano gli è subito piaciuto. Ha confessato che ci conosceva di nome ma non aveva mai approfondito il nostro repertorio. La sua voce ne “I baci vietati” un testo che parla di genitori e figli è strategica.
Che farete prossimamente?
Siamo diesel e con idee confuse. Ma una certezza c’é: non siamo dei nostalgici, di quelli del come era verde la mia valle. Viviamo questa epoca e la raccontiamo.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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