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There will be blood, da Varese wihtout….

There will be blood

Ecco “Without”, il secondo album dei There Will Be Blood, due chitarre e una batteria che suonano un rock blues sporco e graffiante. Registrato come gli altri lavori a La Sauna Recording Studio di Varese, per questo album il trio si è avvalso della collaborazione di Giulio Favero, che ha masterizzato le tracce.

I There Will Be Blood (Riccardo Giacomin, Davide Paccioretti e Mattia Castiglioni) nascono nel 2009 in provincia di Varese con la passione per la musica blues del Mississippi e le atmosfere polverose e aride del West America. Un gruppo che lavora assieme allo sviluppo dei testi che diventano storie sempre più complesse, oscillando fra il noir ed il western, attingendo a piene mani dall’horror e dall’iconografia del cinema di genere.

Whithout è un album con una trama dalla svolta decisiva, che professa la fede della “mancanza”, il sottrarre per aggiungere, lo spogliare per svelare la pelle, soffiando via la polvere per far passare la luce, abbandonando le 4 corde del basso per spingere il ritmo fin nello stomaco, alla ricerca di quell’unico riff che da solo è una canzone, di quell’unico istinto che lega assieme 14 brani in un unico disco.

“Without, senza. With, out. Una parola che significa mancanza, ma che nella sue sillabe ne nasconde un altra: with, che significa presenza. Una dicotomia che dipinge l’intima essenza del protagonista, diviso e dimezzato: per metà vivo e segnato dal tempo, mortale, peccatore ma redento; nell’altra metà, senz’anima, eterno, immortale, demoniaco. Una mano nelle braci, l’altra nell’acqua battesimale”.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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