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Emanuele Barbati e il suo singolo “made in Puglia”

Paola Barbati

“Finalmente” è il nuovo singolo di Emanuele Barbati in rotazione radiofonica. Il cantante pugliese racconta in un brano semi autobiografico come talvolta sia necessario fermarsi per guardarsi allo specchio e avere il coraggio di ammettere i propri errori ripartendo dopo aver preso un pugno in faccia. Note spillate lo ha intervistato per voi tra sound energici e note pugliesi.

“Finalmente” è il suo nuovo singolo. È un titolo liberatorio?
Sì, esattamente. Il ritornello del brano dice “finalmente piango anch’io”. Il pianto ha qui una funzione profondamente liberatoria.
La canzone è autobiografica?
In parte sì. Nei miei testi parlo sempre di  emozioni vissute in prima persona.
Anche perché per un autore credo che sia difficile non farlo.
Credo che più che altro se parlassi di emozioni non vissute risulterei “finto”.
“Finalmente” ha un testo molto dolce e intimistico, ma una musica particolarmente energica. Come è riuscito a combinare questo contrasto?
La dicotomia musica testo è una mia caratteristica. Credo che in parte sia dovuta al fatto che vengo dalla musica ska. Fondamentale è stato poi il grande lavoro di produzione fatto da Roberto Vernetti, che è riuscito a far capire, attraverso la musica, che la mia canzone non è triste o depressa. Il pianto del quale parlo è in realtà un nuovo inizio.
Il video di “Finalmente” è stato girato a Taranto, la sua città natale. Come è andata la produzione?
Molto bene. Ci tenevo a girarlo a Taranto, innanzitutto perché sono molto legato alla mia città e anche perché credo che Taranto abbia bisogno di riscattarsi, dato il periodo difficile che sta vivendo per la questione dell’Ilva. Inoltre la squadra che ha lavorato alle riprese è interamente pugliese.
Un lavoro completamente “made in Puglia”, quindi?
Esatto. Ho voluto far vedere che anche la Puglia è in grado di lavorare e di produrre cose belle.
Anche la ragazza del video è pugliese?
Sì è di Bari e il direttore della fotografia è di Lecce. Siamo veramente una squadra “made in Puglia”.
Come avete scelto la ragazza per il video?
Ci siamo affidati alla Puglia Film Commission che ha mandato un comunicato in tutta Italia per cercare la ragazza giusta per il nostro video. Sono state inviate ben duecentocinquanta richieste di provino e noi abbiamo scelto di vederne tre. Alla fine abbiamo scelto Giusi Febbrile.
Emanuele, ora sta lavorando al nuovo album che uscirà nel 2014. Come sta andando?
Molto bene. Solitamente sono molto critico con me stesso, ma la presenza di un produttore mi rende più tranquillo. Con Roberto Vernetti, infatti, abbiamo appena terminato di registrare il prossimo singolo dell’album. Per ora abbiamo già sette brani, che sono i primi di un progetto che sarà più ampio e che probabilmente uscirà intorno ad aprile, maggio.
Lei è stato per un periodo in America. Quanto la sua musica è stata arricchita dal soggiorno americano?
Devo dire che si è arricchito il mio modo di pensare la musica. Ho scoperto come in America realtà indipendenti possano diventare hit mondiali. Ho imparato dagli Stati Uniti il modo di prendere la musica sul serio. In Italia quando ti chiedono che lavoro fai e tu rispondi che fai il musicista, le persone ti guardano e ti richiedono che lavoro fai. Non c’è la concezione della musica come lavoro per le realtà più piccole.

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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