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Carolina Rey, la ribelle della tv. E della musica

Arriva su Rai Gulp la nuova edizione della TV Ribelle condotta da Carolina Rey. Durante la trasmissione, in onda due volte alla settimana, il martedì e il giovedì alle 13.45, la conduttrice si cimenta nel gestire in studio il dibattito fra ragazzi su temi di attualità a loro più affini.

Carolina Rey

Carolina Rey

La nostra Barbara Giglioli ha intervistato per Note Spillate Carolina Rey, tra ricordi della sua infanzia e grande stupore per la nuova generazione.

Carolina Rey, lei è la conduttrice di Tv Ribelle. Come è organizzata la trasmissione?

«È un talk show per giovanissimi che va in onda il martedì e il giovedì alle 13.45. I protagonisti sono sedici  ragazzi, otto per ogni puntata. Durante il programma parliamo di cronaca, ma anche di tematiche che interessano ai ragazzi. In tutto ciò io sono la mediatrice. E la musica non manca».

Da che idea parte il programma?

«Dall’idea di dare voce ai ragazzi, all’innocenza dei bambini».

Come mai Tv Ribelle?

«Quella che vogliamo muovere è una ribellione positiva, che insegna a non tenersi le cose dentro, ma a dire ciò che si pensa».

Quanti anni hanno i ragazzi?

«Hanno tra i nove e i quattordici anni».

Cosa pensano i ragazzi del programma?

«Sono molto felici. Hanno fatto un bel gruppo  e vivono in un costante clima da gita scolastica. E li posso capire…».

In che senso?

«Anche io ho fatto la mia prima apparizione in tv molto giovane. Avevo tredici anni e partecipai a Piccole Canaglie».

Come sono i ragazzi che partecipano a Tv Ribelle?

«Sono dei veri personaggi, hanno una personalità molto forte e non hanno paura di essere giudicati. Inoltre sono davvero preparati anche su quegli argomenti tipicamente “da grandi”».

Tipo?

«Per esempio la politica. Molti poi sono davvero preparati sui fatti d’attualità successi anni prima. Pensi che tante volte mi chiedono se li prepariamo noi, perché sono davvero molto naturali davanti alla telecamera».

Ci sono poi degli esperti che intervengono in trasmissione?

«Sì, molte volte affrontiamo tematiche delicate. Le faccio un esempio. In una puntata abbiamo parlato di anoressia e abbiamo chiamato degli esperti che potessero spiegarci la malattia. La trasmissione diventa quindi importante anche per i genitori che possono riconoscere i cambiamenti di carattere dei figli».

C’è poi anche la parte social di Tv Ribelle.

«Sì, i ragazzi possono dare il loro parere guardando da casa la tv e intervenendo in trasmissione. Inoltre due giorni alla settimana, il mercoledì e il venerdì, Tv Ribelle diventa social. Ci connettiamo con la webcam e i ragazzi possono entrare con la loro casa in tv. È l’inversione del modello classico».

Tre aggettivi per Tv Ribelle?

«Vera, divertente e profonda».

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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