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Greta, popstar a ogni costo

Un album di sentimenti per Greta Manuzi, che dopo Amici e Solo rumore, disco d’esordio tra i più venduti del 2013, ora si mette in gioco con lavoro più maturo, Ad ogni costo, dove parla di doppio e amore senza paura di metersi in gioco, nonostante la giovane età.

Greta Manuzi

Greta Manuzi

Note Spillate ha incontrato e intervistato l’artista per voi. Ecco che cosa ci ha raccontato.

Greta partiamo dalla sua partecipazione al progetto Braccialetti rossi in onda su Canale 5 e le cui musiche hanno la firma di Niccolò Agliardi.

«Canto Una storia lontana. Ho aderito subito e mi sono sentita onorata che Niccolò Agliardi abbia pensato a me. Lì si parla di dolore in modo dignitoso e umano, senza cadere nel pietismo. La serie tivù tratta temi fragili, è una realtà che va affrontata, è una lezione di vita, spesso ci si pongono nella quotidianità problemi che di fronte a certe realtà non dovrebbero esistere. Di Una storia lontana mi sono innamorata al primo ascolto».

Il primo singolo è Due come tutti, con un video sul dopppio: lei e… lei.

«Rappresenta il conflitto con me stessa, non mi capisco neanche io talvolta e ho bisogno di ritrovarmi. Nel video parlo con me, sono sempre incappucciata e si vede solo la bocca. Per evidenziare il doppio ho giocato sui rossetti identici».

Difficile parlare d’amore ai tempi di Internet?

«Per quanto mi riguarda non è difficile, il mio amore non è online, sono rimasta vecchio stampo, nei miei 23 anni ho passato svariati amori, sono innamorata dell’amore».

Eppure il social è un mezzo per muovere i sentimenti.

«Ho un amico che ha conosciuto online la sua ragazza ma non è una regola, anzi è l’eccezione. Bisogna stare attenti, non sono affidabili. Finché si chiacchiera è un conto ma non bisogna mettersi a nudo».

Come definirebbe le canzoni di Ad ogni costo?

«L’amore alla mia età, i miei 23 anni allo sbaraglio».

Amici come lo ha vissuto?

«All’inizio ero guardinga, non mi sentivo tutelata, ho faticato a lasciarmi andare: ti trovi in un ambiente sconosciuto ma pensi al lavoro, poi sono entrata in armonia col programma».

Fa parte della famiglia Carosello Records.

«Dice bene, è proprio una famiglia e io sono molto fortunata. Mi aiutano in tutto».

Ha una vita normale?

«Direi di sì. Dipende anche da dove vado. Certe volte i fan sono calorosi ma fa parte del gioco. Io gli voglio bene».

Scrive testi?

«Ho cose grezze nel cassetto, ma è prematuri pensare a un lavoro con testi miei».

Con che musica è cresciuta?

«Deep Purple, Kiss, Elio. Ho lavorato molto nella musica, insegavo danza e anche lì vai a incontrare altri tipi di musiche. Ho ampliato le mie conoscenze. I talent sono un grosso trampolino di lancio, ti aiutano a scoprire nuove vie musicali ma io sono una idealista e credo ancora che si possa scoprire chi suona nello scantinato».

Voglia di estero?

«Sarebbe un passo ancora più importante, ho ancora da imparare qui; magari andrei a studiare canto in America. In Italia manca la fantasia, i giovani sono svogliati, i social rincoglioniscono, da piccola giravo in bicicletta oggi non lo fa più nessuno, tutti davanti al pc».

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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