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“V”, il numero magico dei Two Fingerz

V come il quinto album della carriera, come i cinque colori che caratterizzano le diverse copertine dell’album, come le due dita alzate in simbolo di vittoria. J Ax cantava Chi la dura la vince come i Two Fingerz e non si sbagliava.

Two Fingerz

Two Fingerz

Barbara Giglioli ha intervistato per Note Spillate Danti (Daniele Lazzarin) e Roofio (Riccardo Garifo) tra cambiamento e coraggio.

La cover del nuovo album dei Two Fingerz, V

La cover del nuovo album dei Two Fingerz, V

Two Fingerz, cosa dite di V?

«È un disco di cambiamento. Ora siamo cresciuti. È bello ballare, ma ci sono tematiche importanti che vanno affrontate nelle canzoni. È stupido fare le cose da ragazzini a trent’anni».

 Quindi cos’ha di diverso questo cd rispetto agli altri?

«Non è solo rap. Ha una parte rap, una dance e una parte sperimentale. Siamo stati coraggiosi con V. Viste le classifiche, se fossimo stati furbi, avremmo continuato a fare solo rap».

 Cosa vi proponete di fare con questo disco?

«Ci proponiamo di prendere la vita reale e metterla nei dischi. Vogliamo raccontare cose semplici in maniera interessante».

 Il vostro pubblico è sempre lo stesso?

«Facendo un disco un po’ diverso dai precedenti, anche il nostro pubblico si è diversificato. Sentiamo ora l’esigenza di parlare a più persone. Anche se alcuni dei nostri fan sono cresciuti con noi e ci seguono dagli inizi della nostra carriera».

 Com’è il vostro rapporto con il pubblico?

«È molto attivo. Noi ci teniamo ad avere il contatto diretto con il pubblico. Abbiamo sviluppato un’applicazione che ci servirà molto nel live. C’è l’opzione fotocam, videocam, con le quali i fan ci potranno mandare le loro foto e i loro video. C’è inoltre anche la voce “live” che sostituisce l’accendino ai concerti. Lo schermo del cellulare cambierà colore a ritmo di musica».

 Quanto è importante internet in questo rapporto?

«È molto importante. Internet ti dà la possibilità di saltare la parte democratica».

 Il vostro disco uscirà anche in edizione deluxe.

«Già. Nell’edizione deluxe c’è il cd con la copertina bianca, diversa rispetto ai cinque colori di produzione originale. Il disco contiene sei brani extra. Nel cofanetto c’è poi anche la nostra maglietta».

 Come promuoverete il cd?

«Ci saranno cinque eventi per la promozione. Tra le località ci saranno sicuramente Milano, Torino e Roma. Stiamo poi vedendo di andare anche a Catania e a Lecce».

 Cosa dite di Bella Totò?

«Bella Totò è una punch line stile “Bella Fratello”. Solitamente la punch line suona bene musicalmente, ma è vuota di significato. Bella Totò invece è il contrario: rispolvera tutti i titoli del cinema anni Ottanta e Novanta».

 Poi c’è La cassa dritta?

«Sì è il featuring con Fedez ed è una celebrazione senza compromessi di uno degli elementi più controversi della musica degli ultimi trent’anni. La cassa dritta viene dal mondo della musica techno ed è una cassa che, dall’inizio alla fine del brano, batte lo stesso ritmo senza modulazioni o pause di nessun tipo. Nel brano diciamo: “La cassa dritta, fra, ha sempre ragione”».

 Ci sono poi altre collaborazioni.

«Sì. Nel disco ci sono altri due amici: Baby K e Ensi, che per noi è il migliore rapper italiano, è il soldato del rap. Ha tutto: tecnica, flow e messaggio propositivo».

 Qual è la canzone che sentite più vostra in questo momento?

«Ciao, che insieme a Cassa dritta riassumono un po’ il disco».

 Quando avete iniziato a scrivere le canzoni dell’album?

«In realtà non abbiamo mai smesso di produrre. Dopo aver scritto tantissimi pezzi abbiamo cercato di scegliere i giusti brani per fare un disco bello per noi e per il pubblico».

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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