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Riccardo Sinigallia porta a Sanremo la sua musica “per tutti”

Si intitola Per tutti ed esce il 20 febbraio 2014 il nuovo album di Riccardo Sinigallia, il primo su etichetta Sugar Music. Con questa pubblicazione di inaugura la collaborazione tra il cantautore e la più importante etichetta discografica indipendente italiana.

Riccardo Sinigallia (foto di Fabio Lovino)

Riccardo Sinigallia (foto di Fabio Lovino)

Per tutti è il capitolo di chiusura di una trilogia discografica che corrisponde idealmente al percorso artistico di Riccardo Sinigallia. Barbara Giglioli ha intervistato l’artista, tra emozione e musica “per tutti”.

Riccardo Sinigallia, torna a Sanremo con Fabio Fazio per la seconda volta. È un caso?

«È stata una coincidenza. Sono molto riconoscente a Fazio, anche se non lo conosco personalmente. Penso di non aver mai parlato con lui. Io sono l’esempio vivente che i giudici scelgono solo secondo il loro gusto. Apprezzo molto la direzione artistica di Fazio, perché puoi essere davvero “te stesso” sul palco».

Il suo nuovo album si chiama Per tutti. Un titolo molto significativo.

«Sì. Con questo album vorrei rivolgermi a tutto il pubblico italiano».

Sono tutte canzoni inedite?

«Sì. Le canzoni dell’album sono tutte inedite».

Per tutti segna un cambiamento nella sua carriera.

«Sì, in questo disco l’uso dell’elettronica diventa marginale a favore di un suono ancora più a servizio dell’immediatezza della scrittura».

Perché ha lasciato passare otto anni dall’ultimo disco?

«E perché sarei dovuto uscire prima? (ride ndr.)Devo dire che vista la mia partecipazione a Sanremo sono contento di aver aspettato».

Cosa pensa di Sanremo?

«Sono cresciuto con Sanremo. Ci sono state delle edizioni che mi sono piaciute davvero tantissimo».

Per tutti è il primo album su etichetta Sugar Music. È contento di lavorare con la signora Caselli?

«Per me è un onore lavorare con lei. Sanremo è fondamentale, ma la vera svolta è aver incontrato la signora Caselli».

Tutti i brani dell’album sono legati tra loro da un filo rosso: quello del tempo.

«Esatto. Sono legati dal tempo come convenzione. La musica è legata al concetto di tono e semitono. Tra un semitono e l’altro c’è per me il mondo. La barra del tempo mi ha sempre inquietato, perché ti costringe a lavorare in maniera statica. Le fluttuazioni del tempo rendono i testi magnifici».

Lei è stato autore e produttore di molti artisti come Niccolò Fabi, Max Gazzè, Frankie Hi_NRGMc, Tiromancino e Luca Carboni.

«Sì, anche se io ho sempre scritto per me. Molte mie composizioni sono poi state messe a servizio di artisti che sono miei amici. Il mio sogno però è sempre stato quello di suonare e cantare personalmente i miei pezzi».

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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