0

Niccolò Bossini, un artista in viaggio

di Irene Zambigli

Niccolò Bossini, cantautore e chitarrista (anche della grande band di Luciano Ligabue), reduce dall’#Acasatour che lo ha visto suonare in giro per l’Italia a casa dei suoi fan, si racconta a Note Spillate tra viaggi in America, stadi e progetti futuri.

Niccolò Bossini live

Niccolò Bossini live

Lei nasce  come chitarrista, poi diventa cantautore. Come si preferisce?

«Mi vedo molto in un cantautorato contestualizzato all’interno di una band. Esco col mio nome, ma dietro di me c’è sempre la mia band. Ho un approccio molto da band, c’è un filo logico che unisce la mia storia, dal primo gruppo, i Raw Power, ad oggi».

Parliamo dell’Ep #SecondoLavoro, appunto il suo secondo lavoro discografico.

«Io e i miei collaboratori volevamo che fosse un lavoro “leggero”.  Ho fatto un disco nel 2012 e c’era ancora molto materiale. Credo che nel 2014 un’artista emergente debba sempre essere sul mercato, quindi abbiamo scelto la formula leggera dell’Ep con sei brani, distribuito in digitale. Discograficamente è il mio secondo lavoro, ma in un certo senso spero sia il primo».

L’album è stato registrato a “Sound City” di Los Angeles dove sono nati molti capolavori rock. Come mai ha scelto di registrare il suo album proprio lì?

«Avevo visto il documentario di Dave Grohl, e mi aveva esaltato l’idea che lì fossero stati registrati gli album che ho divorato nella mia vita. Ero al Royal Albert Hall di Londra con Ligabue e parlando con il batterista, Micheal Urbano, gli ho parlato di questa mia idea. Tramite lui sono andato in studio a registrare alcuni brani dell’Ep».

Com’è stato e com’è far parte della “famiglia” di Luciano Ligabue?

«Dico sempre che sei hai talento a “giocare” con i campioni diventi bravo anche tu. Suonare con Luciano mi ha cambiato la vita, anche a livello personale. Gli stadi, il palco, i tour, sono tutte esperienze belle e piene di ricordi».

Com’è andato il primo incontro?

«Suonavo da molto tempo, ma non ero un nome noto. Mi sono presentato ai provini ed è stato, credo per entrambi, amore a prima vista».

E’ reduce dall’#Acasatour, che l’ha vista suonare a casa dei suoi fan nello scorso mese. Com’è nata questa idea?

«Nasce per un esigenza di promuovere #SecondoLavoro e portarlo in giro. Essendoci sempre meno posti in Italia per suonare ho avuto questa idea, simile a quella dei Foo Fighters che in America suonarono nei garage dei loro fan. Ha avuto un buon successo, anche tra i media se n’è parlato molto».

E’ sicuramente un progetto nuovo per il nostro paese, simile solo, forse, ai Secret Concert.

«Sì, il concetto di portare un’intera produzione a casa delle persone, con le scenografie, i fari e tutti i musicisti di certo lo è. Credo si discosti dall’idea di base dei Secret concert, non c’è nulla di segreto, e si tratta di show mai in acustico».

Quali sono i suoi progetti futuri?

«Innanzitutto sarò impegnato nel tour negli stadi con Ligabue. Ci hanno chiesto di portare l’#acasatour all’estero, e spero di poterlo fare. Vorrei anche fare un regalo ai miei fan, organizzare un grande concerto evento non proprio a casa mia, ma nella mia città. E poi si, uscire con il mio terzo lavoro».

notespillate

notespillate

Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *