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“L’attesa” è finita. torna Giusy Ferreri

Ritorna Giusy Ferreri. L’album si intitola L’Attesa, e arriva dopo una carambola Los Angeles, Londra, Sanremo. E dopo che, l’artista siciliana ha scelto di investire su se stessa: le trasferte di lavor Oltreoceano e Oltremanica se le è pagate. La abbiamo incontrata a Milano, a pranzo, per farci raccontare il suo nuovo progetto.

Giusy Ferreri

Giusy Ferreri


Giusy Ferreri partiamo dal Festival di Sanremo: ha presentato “L’amore possiede il bene” e “Ti porto a cena con me”.
Quando col mio staff abbiamo scelto di giocarci la carta Festival, eravamo d’accordo che quelli fossero i due brani top per l’Ariston, firmati da Roberto Casalino.
Ripensandoci oggi?
Forse avrei difeso qualcosa di diverso per essere più valorizzata come cantautore.
Perché non ha insistito?
Mi piaceva l’idea di andare a Sanremo con due brani con caratteristiche vocali particolari. Era un modo per stupire non con l’eccesso come a volte in passato è accaduto ma con raffinatezza e pulizia.
Esaminiamo qualche brano dell’album, partiamo da “Victoria”.
E’ la storia di una acrobata che vede il mondo a testa i giù.
Una metafora?
Victoria vive un mondo di troppe distrazione e noi stessi siamo circondati da un mondo caotico e frenetico.
Il messaggio?
L’idea che Victoria vedesse un mondo normale, abitato da persone ferme e non itineranti. Racconto le diversità di una vita normale incrementata dalle mie sensazioni.
Uno spunto autobiografico?
Fin da adolescente ho sempre seguito una via ribelle. Ho sempre vissuto in provincia, ho sempre manifestato ritrosia verso la città, soprattutto Milano che è frenetica. Ma non ho mai soffocato la mia curiosità né mai ho pensato di e ridimensionarmi.
Curioso il titolo “Neve porpora”.
E’ nata sulla scia della profezia del 12/12/12. E’ un viaggio visionario che traduce una tragedia nel rinnovo di un’era.
Ne “L’attesa” non manca l’amore.
Mi piace credere che il sentimento nasca da un incrocio di destini e non dalla rete.
Il mistero dove sta?
Nel perché due persone, proprio quelle due, si incrociano.
E’ andata a Los Angeles da Linda Perry.
Ero curiosa di spiare la mia artista preferita: volevo comprendere la sua professionalità e capire come nascono le sue canzoni.
Differenze trai due paesi?
Il budget. Da noi c’è una crisi con la quale bisogna confrontarsi. Mi sono auto-finanziata questi viaggi.
Ha fatto anche una sua cover.
Durante il nostro primo incontro, nel 2011, mi aveva regalato il suo disco “8 songs about a girl” che conteneva “No one wakes me up like you”: ne ho fatto una versione piano e voce.
Piaciuta?
Ha detto che si è inorgoglita ascoltandola. E ancora di più quando le ho confessato che da ragazzina cantavo tutto il tuo repertorio

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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