0

Owlle, la nuova stelle dell’electro-pop è…France

E’ la nuova stella dell’electro-pop. Viene dalla Francia, canta in inglese, ha un fascino magnetico, così magnetico da avere sedotto i Depeche Mode col suo remix della loro “Heaven”. Definisce il suo sound dream-music, musica che fa sognare. La abbiamo incontrata a Milano per farci raccontare il suo disco d’esordio, che porta il suo nome vero France.

Owlle-France durante l'intervista

Owlle-France durante l’intervista

Quali sono le sue fonti di ispirazione?
Danza e moda.
E’ arrivata “grande” alla musica (Owlle ha 28 anni, ndr)
La prima esperienza fu con Bryan Eno per una opera che era classica e electro allo stesso tempo. Poi ho scoperto i Bronski Beat. Negli anni Ottanta più che dalla musica sono stata influenzata dalle icone: Cindy Lauper, Madonna, Grace Jones sono state più importanti per l’aspetto visivo e le immagini che per la musica.
Si sente stile Daft Punk?
Li apprezzo ma non mi riconosco nel loro approccio alla musica.
Scrive direttamente in inglese?
Sì, tutto nasce in modo naturale. E’ più immediato e naturale per me comporre in inglese.
Chi sente vicino al suo mondo?
Likke Li per citare un nome.
Perché?
Intanto per l’approccio. La ho scoperta cinque anni fa alla Fnac francese. Segue il processo dall’inizio alla fine, questo mi piace.
I suoi testi indugiano assai su melanconia e solitudine.
Sono temi cari ma tranquillizzo tutti, non sono depressa. Comunque racconto esperienze personali. Quando fai musica sei spesso da solo e dunque ci metti quello che non sei riuscito a esprimere di persona.
Come mai è arrivata alla musica così tardi?
In realtà ho sempre cantato. E’ un rapporto nato quando studiavo alle Belle Arti, mi sono avvicinata a programmi di arte e musica e ho compreso che per esprimere i miei sentimenti dovevo suonare. E’ un percorso nato in maniera naturale giocando con qualche strumento. Non ho rimpianti sul fatto che il disco sia arrivato tardi. L’approccio autodidatta da spontaneità, è come recitare senza corsi, la spontaneità va colta e se ti fermi a riflettere la perdi e poi te ne penti.
Come vive un concerto?
E’ sospendere il tempo e giocare con le luci. Bisogna portare chi assiste al live in una dimensione di scoperta. Tutto passa per la musica, non ci sono effetti speciali.
Nella cover mostra un seno.
Il mio è un corpo femminile e comunque sono stata censurata: l’idea non era mostrare il seno. Da ragazzina per anni ho indossato un busto e questo mi ha avvicinato alla musica. Non sono esibizionista, è una foto scelta in mezzo a tante altre, non sono una nuova Lady Gaga, dico che mi sono messa a nudo con questo disco.
Niente sintonia con Lady Gaga?
La adoro ma siamo diverse nell’approccio alla musica.
Nascere a Cannes condiziona?
Cannes per me è la famiglia. Lo show biz è un carnevale, non lo vivo come può essere visto e vissuto dall’esterno. Poi io sono scappata a Parigi, nel sud mi annoiavo.
Il remix dei “Heaven” dei Depeche Mode?
Il batterista mi ha scoperto grazie a un primo EP. Mi hanno contattata, è arrivato un loro produttore: mai creduto fosse possibile, è ancora irreale.
Perché “France” come titolo?
Lo ha tirato fuori mazzo Bryan Eno. Non sapevo che fare e volevo un titolo indirizzato verso nuove idee. Serviva una parola unica che mi riassumesse e il mio nome anagrafico era perfetto perché dopo una ricerca ho realizzato che questo disco è un percorso di vita, con brani nuovi e vecchi.

notespillate

notespillate

Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *