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Gianni Morandi e il suo supershow 7.0

E chi lo avrebbe detto, oltre cinquant’anni fa, che oggi sarei stato ancora qui, su un palco a cantare Fatti mandare dalla mamma”. Gianni Morandi ha negli occhi lo stupore di un bambino quando racconta la sua carriera. Due ore e mezzo tiratissime per un totale di 47 canzoni che hanno infiammato l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, dove lo abbiamo visto.

Gianni Morandi all'Unipol Arena

Gianni Morandi all’Unipol Arena

Perché sabato 10 maggio l’eterno ragazzo di Monghidoro giocava in casa. Il suo tour “Solo insieme 2014 – Live 7.0” era tra amici: una serata speciale che <mi ha riportato su un palco dopo cinque anni –ci ha raccontato- non che sia stato fermo. Ho fatto un film, condotto Sanremo, fatto televisione ma tour niente. E ora avevo voglia di riabbracciare il mio pubblico>. Che nella serata bolognese ha risposto in più di 11mila anche perché si tratta di un appuntamento speciale in quanto il prossimo 11 dicembre Morandi compirà 70 anni.

Il palco costruito su due livelli ha permesso a Morandi e alla sua band, che tra musicisti e coristi toccava le 15 unità, di muoversi con leggerezza e agio. Sul fondale campeggiava un ovale che a seconda dei momenti creava una situazione alla James Bond o alla Blade Runner, oppure lasciava scorrere immagini di repertorio, che mostravano l’artista poco più che adolescente, fino a diventare la chiocciola della mail che si chiude in un “GM”.

La serata si è aperta con la sua voce fuori campo che diceva: “Potete fare quello volete: video, foto, ballare, cantare e se viva vedere anche il concerto”. Ed è stato preso in parola perché quando è apparso, sulle note di “Un mondo d’amore”, la platea è scattata in piedi e ha assediato il palco. E’ anche cominciato un rituale di omaggi floreali che ha accompagnato tutto il concerto: lui allungava la mano, prendeva la rosa, sorrideva e la deponeva sul pianoforte. La prima parte del concerto si è basata su un repertorio più recente e tra le canzoni scelte spiccava “Ogni vita è grande” scritta dal genovese Gian Piero Alloisio. Commozione per “Bell’Emilia”, che racconta il terremoto, e per “Il mio amico”, che spiega come chi sta una carrozzina può essere più vital e allegro di chi cammina con le sue gambe. Il finale è stato tra “Andavo a 100 all’ora”, “Belinda” e “Banane e lampone”. La buonanotte è con “Solo insieme saremo felici”.

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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