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Luca Piccione vola “sulla passeggiata di Nervi”

Ligure duro e puro. Con una idea creativa splendida che lo porta a comporre in uno dei luoghi. Leader dei Rumore Akustico è presente sulla scena musicale nazionale dalla fine degli anni Novanta. Lo abbiamo intervistato. Purtroppo non sulla passeggiata di Nervi.

Piccione

Luca Piccione

Piccione si respira aria di Europa nella sua vita.
E’ vero, la casa discografica sta muovendosi in Europa. Mi è stato proposto questo progetto di tour ma non so di preciso ancora nulla
Sensazioni?
Interviste all’estero ci sono state, tra Budapest e la Svizzera.
Cambierebbe le parole?
Se dovessi mettermi a cambiare tutti i testi sarebbe un problema. Cambiano metrica, arrangiamenti troppo complesso, nel caso andrei col mio repertorio.
Come nasce?
Cantautore. Ma anche voce e manager dei Rumore Akustico, esperienza durata tanti anni e con musicisti importanti.
Perché la passeggiata di Nervi?
Io scrivo sempre lì, ho uno scoglio mio, li mi ispirò. Per mesi nasce nulla e poi in un giorno faccio tante cose. Questa canzone è molto autobiografica come tutto il mio disco, “Solo per te” nato dopo aver fatto un musical. Si pensava di farlo uscire un po’ prima ma ci sono state difficoltà.
Discografia complessa.
Ci ho investito soldi, sono io il produttore. La canzone che dà il titolo al disco è per una bambina malata di tumore, quindi serviva a raccogliere soldi per il centro che ha curato Vittoria e gli altri bambini. La burocrazie mi ha bloccato e grazie a Silvia Monga e “I colori dell’amore” sono riuscito a mettere la canzone come colonna sonora che è stato l’incipit del progetto.
Cosa racconta con la passeggiata?
E’ un messaggio di amore universale, parlando con ragazzi più giovani ho notato una mentalità molto più aperta. L’omosessualità è normale ma è vissuta con pregiudizio. Io anni fa ho preferito la musica a una persona, è prevalsa la passione musicale su quella personale. Amo scrivere di amore in tutte le sue forme.
Lei ha avuto anche ruoli cinematografici.
Ho 44 anni, un fratello cantante jazz. Non è stata una mia scelta lavorare nel cinema ma nascono conoscenze che ti portano in altri settori. Ero stato a scena con Pasquale Scimeca e lì è nato tutto, ma non è stata una mia richiesta. Mi piace il cinema ma non mi affascina. Nasco come cantante e cantautore.
Però lei resta un artista duttile.
Nello spettacolo più cose fai meglio è ma qui non è il mio caso. A 44 anni il successo lo vedo duro ma questo è quel che voglio fare. E comunque le colonne sonore sono musica.
Come saranno i suoi live?
Mi piacerebbe un discorso di gruppo ma si sta vivendo una crisi profonda a livello artistico. Se cammini in passeggiata a Nervi trovi quattro locali chiusi e tre aperti, la crisi colpisce anche i posti turistici. Bisogna girare per avere visibilità. Il 3 luglio suonerò in piazza Pittaluga a Nervi con un megaschermo che mostra il videoclip: la regia è di Andrea Vialardi. Non potrò portare il gruppo, sarò con Angelo Simonini alla chitarra.
Che musiche farà?
Tutte le mie inedite e un tributo ai cantautori: da Vasco a Ligabue fino ai Negrita. Voglio dare lo stesso valore al mio e al loro repertorio. Quasi tre ore di spettacolo. Poi terrò un altro concerto al Termopolium una settimana dopo e poi al porticciolo, sempre a Nervi. E’ l’inzio di un tour che poi mi porterà ovunque.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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