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The Kolors, esordio-bomba con “I Want”: l’intervista

Sono giovani, ma ancora prima di avere un disco pronto avevano già aperto i concerti di Gossip, Hurts e Paolo Nutini. Naturale quindi che attorno al loro esordio, intitolato “I Want”, ci fosse una certa attesa. E a dare manforte ai The Kolors è intervenuto un vecchio volpone come Rocco Tanica di Elio e le Storie Tese, che ha co-arrangiato alcuni dei brani del disco, in cui ha anche suonato. Rock, funk e una spruzzata di elettronica sono gli ingredienti principali dell’album, che ha tutte le carte in regola per portare i Kolors molto lontano. Soprattutto se si tiene conto che cantano in inglese, il che equivale a un lasciapassare per sfondare anche oltreconfine. Ecco come i ragazzi ci hanno raccontato “I Want”.

Kolors

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Riuscireste a descrivere il disco in sole 3 parole?
Sicuramente è difficile descrivere un disco che è il frutto di quasi tre anni di live e di esperienze condivise in tre sole parole. Non potremmo neanche a definire i generi che esso abbraccia.
 Forse i primi tre aggettivi che ci vengono in mente sono: “fresh”, dinamico ed energico.
Rocco Tanica: come siete arrivati a lui o, a seconda dei punti di vista, come lui è arrivato a voi?
Avevamo fatto ascoltare una demo della ballad “Me Minus You” al nostro produttore Vichi Lombardo, e ci siamo trovati d’accordo sul fatto che un pianista e compositore sarebbe riuscito a valorizzarla. Pochi giorni prima di metterci a incidere “I Want”, Vichi ci ha comunicato che Rocco Tanica era disposto a collaborare con noi. Abbiamo avuto modo di conoscerci e con lui siamo riusciti ad approfondire le strutture generali del disco, tanto che poi è venuto fuori con tante idee che ha poi utilizzato per arrangiare anche altri brani dell’album. Per noi è stato un vero onore!
Cantare anche in inglese è un modo per guardare al di fuori dei confini italiani?
Sicuramente. Negli ultimi anni grazie al web, ai social network e ai nuovi media, i confini si sono allargati. Per questo sin dall’inizio abbiamo pensato di rivolgerci a un pubblico quanto più ampio ed eterogeneo possibile.
Studio di registrazione o palco?
Sono entrambe delle grandi emozioni, ma sono delle emozioni diverse. In studio con Mike Marsh e Alex Trecarichi abbiamo imparato molto, ma il palco è uno spazio unico che ti mette in contatto con il pubblico, che rimane la nostra vera fonte di energia.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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