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Note Spillate incontra Jimmy Page a Parigi: il racconto della serata all’Olympia

Jimmy Page, leggendario chitarrista dei Led Zepplin ha presentato all’Olympia di Parigi il niovo progetto del gruppo, la riedizione di tutto il repertorio della band con l’aggiunta di materiale inedito. Note Spillate c’era.

Jimmy éage durante l'incontro

Jimmy éage durante l’incontro

di Roberto Cardi

Una serata divisa in tre segmenti. Nella prima parte Jimmy Page annuncia che sarà rieditata tutta l’opera dei Led Zeppelin e nella serata saranno diffusi otto brani. Inoltre poiché per il primo album non erano rimaste registrazioni addizionali il bonus “Led Zeppelin”, il primo album, è il concerto dell’Olympia del 1969 dove si può sentire l’entusiasmo del pubblico e del gruppo. E intanto è annunciato l’ascolto brani mai sentiti.

Nella seconda parte arrivano circa 30 minuti di brani inediti, da amante della loro musica posso dire che non sono straordinari: “Whole lotta love” senza l’attacco dell’assolo è una delusione, la versione di “Key to the highway” non mi ha entusiasmat. Non male “Communication breakdown”: però i sistemi di registrazione del tempo non erano straordinarie  abituati come siamo ora a una definizione di suono molto più netta. Poi le canzoni mi piacciono comunque, “Hearbreaker” e “Immigrant song” sono dei gran pezzi.

La terza parte scatta con Page che spiega la scelta di includere “Key to the highway” come omaggio ai bluesman del Mississippi, Roy Harper in particolare. Page spiega che la parte vocale di Plant è stata registrata senza essere ritrattata in studio, lo definisce un brano che ti strega e che è il giusto complemento all’ultimo brano del disco originale.

Perché siamo a Parigi? Jimmy Page spiega che l’evoluzione della tecnologia e come ascoltiamo la musica rende la rimasterizzazione di dischi di 20 anni fa non piu’ attuale: occorreva dunque una nuova edizione più al passo con tecnologie tipo blue ray. I brani sono stati rimasterizzati dai nastri originali con l’aiuto di John Davies, cui Page riconosce il contributo nel lavoro fatto. Il nuovo materiale aggiunto agli album è soprattutto per dare un quadro di come si lavorasse al tempo e far ascoltare come si suonava quando i brani furono registrati all’origine. La registrazione preferita da Page in questa opera di riedizione di tutto il materiale è “Achilles last stand”, una versione trovata per caso cercando tra il vecchio materiale registrato al tempo. La scelta di includere il concero dell’Olympia è si deve soprattutto all’energia del pubblico e del gruppo stesso, si tratta di una registrazione che non è ancora multitrack e che è stata “ritrovata”.

Page paga un tributo alla grande amicizia musicale della band al tempo delle registrazioni e quanto ci fosse un atmosfera che incitasse la creatività. Sui ricordi del periodo a Bron Yr Aur dove fu resgitrato “Led Zeppelin 3” ricorda come non ci fosse elettricità e come lui e Plant con due chitarre abbiano composto tutto sulle colline circostanti. E a proposito dell’energia originaria dei Led Zeppelin, Page spiega come l’incontro tra quattro incredibili musicisti fosse una situazione che scatenò un’energia “primordiale”: l’esempio è Bonham che a seguito di questo incontro ha potuto esprimere alla batteria tutta la sua potenzialità per diventare John Bonham. Ogni musicista, assicura Jimmy, aveva modo di esprimere  capacità individuali latenti e che sono esplose nell’incontro tra i quattro.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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