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Mexican Dress per Veronica & the Red Wine Serenaders

Il 23 Giugno esce il nuovo atteso album di Veronica & The Red Wine Serenaders dal titolo “The Mexican Dress” (distribuzione Audioglobe). Si tratta del quinto album in studio per la formazione lombarda che, nel corso degli anni, è diventata ormai una solida realtà all’interno del panorama musicale europeo nell’ambito del blues, ragtime, folk e country blues.

La cover di "The Mexican Dress"

La cover di “The Mexican Dress”

“The Mexican Dress” è stato registrato in parte negli Stati Uniti presso i Pacific Studios di Tacoma, Seattle da Mark Simmons, e in parte in Italia presso gli studi SuonoVivo, da Dario Raveli, responsabile anche del mixaggio finale fatto in modo tale da mantenere il più possibile inalterata la dinamica del suono acustico. Il risultato è un lavoro sorprendente ed estremamente variegato. Infatti in scaletta per la prima volta sono presenti alcune composizioni originali scritte da Max De Bernardi e Veronica Sbergia con il supporto di Denny Hall, leader della band americana The Nite Café, oltre che una manciata di pezzi tradizionali riproposti con gusto e originalità, per un totale di quattordici tracce più una “lost track”.

Si va dallo swing con venature jazz della title track (uno dei pezzi originali scritti da Max e Veronica), al suono scarno e tipicamente anni ’20 di The Weed Smoker’s Dream (blues in minore antesignano della popolare “Why don’t you do right”, interpretato nel 1936 dagli Harlem Hamphats di Tom Dorsey) e Dope Head Blues (Victoria Spevey). Le atmosfere tipiche del Vaudeville tanto caro alla band, riecheggiano in Who’s that knocking at my door (un classico dal repertorio di Hannette Hanshaw) e nella divertente Caught us doin’ it (Hokum Boys) per ritornare poi al sound più blues di brani quali Didn’t mean a thing e Gloryland (entrambi scritti da Denny Hall) e ancora di Banana in your fruitbasket (Bo Carter). Non mancano le dolci ballate dal sapore vintage come Crying Time (Max e Veronica) e Shine on Harvest Moon (noto Tin Pan Alley tune degli anni ’10). Il consueto omaggio al gospel rurale è presente con la rivisitazione del brano tradizionale Paul and Silas con un arrangiamento che omaggia lo stile chitarristico del grande Blind Reverend Gary Davis. Ma la vera novità nel repertorio è rappresentata da un pezzo strumentale a firma Max De Bernardi con il misterioso titolo The Resurrection of the Honey Badger e, dulcis in fundo, dalla ballad Curse the Day in puro stile irlandese – con tanto di uillean pipe – firmata da Denny Hall. In fine, dopo 25 secondi di pausa, è stato inserito un brano quasi sconosciuto di Papa Charlie Jackson, Loan me your heart, che con il suono del banjo a 6 corde e del clarinetto – egregiamente suonato da Joel Tepp, già collaboratore di artisti come Denny ‘O Kiefe e Bonnie Raitt – rappresenta il finale perfetto per “The Mexican Dress”.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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