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L’Italia peggiore la canta solo Lo Stato Sociale

Si chiama “L’Italia peggiore” ed è il nuovo, atteso album (uscirà il 2 giugno) de Lo Stato Sociale, band bolognese formata da Alberto Cazzola, basso e voce, Lodo Guenzi, chitarra, tastiere e voce, Alberto Guidetti,  drum machine e voce, Enrico Roberto, synth, piano e voce, e Francesco Draicchio, synth, ukulele e voce. Ce lo anticipa Guidetti in questa intervista a Note Spillate.

Stato-Sociale_by_Luca-Reggiani

Guidetti tutto è pronto per la nuova avventura?
Ci sentiamo come una pentola che bolle e trabocca, abbiamo una gran voglia di dare un calcio al coperchio.
In realtà avete già debuttato a Parigi…
Si
ma la vera data zero del nostro tour è stata a Genova lo scoros weekend.
Perché Genova?
Per tutta una serie di ragioni: Genova per noi trentenni rappresenta la fine del Movimento nel 2001 e allo stesso tempo la nascita di una sinistra più sfaccettata e cinica. Lì ci sarà un allestimento più curato, festeggeremo l‘inizio del tour italiano. E un po’ di appuntamenti formati “Garrincha Loves”.
Allora perché prima Parigi e Berlino?
Le consideriamo le prove generali: in Italia è sempre difficile suonare brani che il pubblico non conosce, all’estero è più facile.
Che live vedremo?
E’ un disco molto arrangiato, quindi dovremo svuotarlo con arrangiamenti più adatti al concerto dal vivo.
Il Piotta non ci sarà.
Lo sostituiremo a modo nostro, vi stupiremo. I nostr live saranno una festa grandiosa. Venite a divertirvi con noi, non vediamo l‘ora di rivedervi, manchiamo dal nostro paese in versione live da otto mesi.

Scaletta?
Alcune canzoni de “L‘Italia Peggiore”, in uscita appunto il 2 giugno, e le canzoni del disco d’esordio “Turisti della Democrazia”.
Cosa è cambiato nella vostra storia?

Dopo cinque anni da turisti abbiamo deciso di tornare a casa, parcheggiare il furgone e scrivere una recensione sul nostro viaggio: le persone che abbiamo incontrato, i luoghi che abbiamo attraversato, quello di cui ci siamo nutriti e quello che dentro di noi è cambiato.
E’ davvero l’Italia peggiore?
Questa è quella che molti considerano tale. Il paese dei giovani sfaccendati, degli eterni ragazzi a casa di mamma, dei pericolosi ribelli con mire terroristiche, degli artisti che impietosiscono perché, anche loro, sono giovani disoccupati. Se siamo noi l‘Italia peggiore è una questione di punti di vista
.
Non a caso avete scelto come data di uscita la Festa della Repubblica.
E’ il giorno delle marce militari, delle frecce tricolori e delle medaglie al valore per le missioni di pace che portano la guerra, anziché ripudiarla. Per l‘occasione, per le prime due settimane dall’uscita dell’album, su ogni disco venduto in negozio, le nostre  royalties saranno devolute a Emergency, che si occupa, oltre i limiti della disperazione e del coraggio, di ricucire parte di quelle ferite che la guerra ogni giorno infligge, anche a nome nostro.
Un bel gesto.
Quando vi parliamo di fare cose belle insieme vi parliamo anche di questo. Questa scelta ci fa sentire bene e speriamo la rendiate talmente memorabile da costringerci a ripeterla altre volte.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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