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Paolo Macagnino e i suoi universi paralleli

Arriva da “Amici” e si presenta con sette universi paralleli. Paolo Macagnino ha scelto questo titolo con diverse chiavi di lettura per il suo debutto nel mondo discografico. Lo ho intervistato.

Paolo Macagnino ad Amici

Paolo Macagnino ad Amici

Due anni di lavoro che confluiscono in un solo disco, “Universi paralleli”: ce lo racconta?
Insieme al mio produttore Gabriele Semeraro abbiamo scelto i brani più interessanti per questo progetto  e abbiamo lavorato molto sugli arrangiamenti.
Ha colto l’onda promozionale di “Amici”?
Direi un’onda positiva cui ho abbinato la mia voglia di conquistarmi un posto nel panorama musicale evitando il facile filone pop.
Come definisce la sua musica?
Un sound calamitante. Due settimane intense di lavoro per sposare un ascolto alla portata di tutti con arrangiamenti di spessore.
Quanto è stato utile “Amici”?
Ho partecipato ai provini senza troppe aspettative e sono stato scelto. Diciamo che passare per un grande talent qual è quello di Maria De Filippi aiuta a partire col piede giusto.
E forse a vendere un po’ di più.
Un disco senza visibilità rischia di essere solo una soddisfazione personale. Oggi, con la discografia in crisi, bisogna anche pensare in ottica commerciale.
Sette canzoni…
E’ un numero che mi ha sempre portato bene. Insieme al 13. Credo in certe simboligie e nella simpatia di certi numeri.
Una canzone si intitola “Madame Butterfly”: perché?
E’ una figura particolare di donna, racconta la fascinazione dell’uomo per una sensualità marcata. Un omaggio alla figura femminile e anche a Giacomo Puccini.
Tutti cercano la semplicità e lei canta gli universi paralleli.
Come diceva Steve Jobs quando c’è crisi investi in pubblicità. Io investo in coraggio.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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