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Savoretti, il rocker più italiano d’Inghilterra

Rieccoci a parlare di Jack Savoretti, che in questi giorni è in tour in Italia. Lo ho intervistato, lui che è genovese di origini e da noi ha una fama ancora non consona alle sue qualità. Eppure ha aperto concerti a Bruce Springsteen e Neil Young, ha collaborato con Sienna Miller e Sir Paul McCartney.

Jack Savoretti

Jack Savoretti

Savoretti come è un suo concerto?
Sempre una serata speciale, eseguo canzoni che non erano in scaletta nel tour dello scorso febbraio e anche qualche novità.
E’ sempre più “caposqaudra” e meno one man band.
Mese dopo mese la mia squadra è cresciuta, mi sono reso conto che non potevo più essere un battitore libero ma che avevo bisogno di un gruppo.
Infatti ora siete una squadra.
Quando ho siglato il contratto con la nuova etichetta, la BMG, me li sono portati tutti dietro.
Come va con una major?
Noi sappiamo cosa vogliamo, spero che dall’altra parte sia uguale.
Dopo anni di lontananza ora va spesso a Genova, dove ci sono le sue radici.
Il difficile è stato sconfiggere la vena di melinconia.
Ovvero?
Uno spazio tra me e Genova che sedimentava ansia.
Lo ha superato?
Credo di sì anche se non so come. Mi piacerebbe viverci un paio d’anni, esserne cittadino.
Ci va spesso?
No e in quelle poche occasioni dormo o in albergo o dai cugini, ma sarebbe bello avere un luogo mio.
Cosa le piace?
Tempo fa sono rimasto affascinato dalla vitalità del centro storico, Genova mi è sembrata Barcellona con una vita notturna molto bohemien.
Isuoi musicisti la conoscono?
No e sono curioso di mostrargliela: sono certo che resteranno sorpresi, come lo sono rimasto io.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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