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Un notte nero a metà per Pino Daniele

Quasi 35 anni dopo è ancora nella classifica dei cento dischi italiani più belli di sempre. Si intitola “Nero a metà” e porta la firma di Pino Daniele.

La locandina della notte all'Arena di Pino Daniele

La locandina della notte all’Arena di Pino Daniele

Lo scorso 3 giugno l’album è stato ripubblicato da Universal Music Italia in una special extended edition: sono stati recuperati i nastri originali e rimasterizzati i dodici brani che costituivano l’album. Inoltre da quelle stesse registrazioni del 1980 sono stati recuperati due inediti, “Tira A Carretta” e lo strumentale “Hotel Regina”, e nove brani in versioni alternative e demo, che i fan avranno la possibilità di ascoltare per la prima volta. E dunque mentre si ripassa un disco che ha cambiato la musica, e non solo in Italia, cresce l’attesa per il concerto del primo settembre all’Arena di Verona. Una data unica che porterà sul palco, insieme a Pino Daniele, la formazione originale del 1980 composta da James Senese al sax, Gigi De Rienzo al basso, Agostino Marangolo alla batteria, Ernesto Vitolo a piano e tastiere, Rosario Jermano alle percussioni e Tony Cercola ai bongos. Dietro di loro ci saranno i cinquanta elementi dell’orchestra sinfonica “Roma Sinfonietta” diretta dal maestro Gianluca Podio. A rendere ancora più speciale l’evento alcuni ospiti: hanno già confermato al presenza Emma Marrone, Fiorella Mannoia, Mario Biondi Massimo Ranieri ed Elisa ma si confida in ulteriori sorprese.

“Nero a metà” è il terzo album dell’artista napoletano. Arriva dopo il frizzante esordio di “Terra mia” del 1977, che tra le altre conteneva “’Na tazzulella ‘e café”, e l’album eponimo del 1979, quello di “Je so’ pazzo”. Pino Daniele ha solo 25 anni ma ha già una buona esperienza. Ha preso in mano la chitarra che aveva 12 anni, è stato membro di una band evaporata che si chiamava Batracomiomachia che aveva una impostazione jazz-rock, ha accompagnato alla chitarra Jenny Sorrenti ed è stato il bassista degli ultimi Napoli Centrale, gruppo dove militava il sassofonista James Senese che non molto tempo dopo decide di accompagnarlo nella sua carriera solista.

E’ stato detto che nel sound di Pino Daniele si fondono la lava del Vesuvio e il fluire del Mississippi, anima napoletana e blues: “Nero a metà” è il primo disco che conferma questa rivoluzione ed è uno dei capisaldi del “Neapolitan Power”, quel filone che cercherà di diffondere un suono non solo melodico. La tracklist originale, che sarà l’ossatura del live scaligero, è composta da “I say i’ sto ccà”, “Musica musica”, “Quanno chiove”, “Puozze passà’ nu guaio”, “Voglio di più”, “Appocundria”, “A me me piace ‘o blues”, “E so’ cuntento’ e stà’”, “Nun me scoccià’”, “Alleria”, “A testa in giù” e “Sotto ‘o sole”. Perché questa operazione? Pino Daniele ha spiegato che <quasi 40 anni dopo quella rivoluzione è ancora viva nell’aria e ha contribuito a riformare, oltre la scuola musicale napoletana, quella romana e a riassettare quella genovese, che era già scuola negli anni Sessanta>. Per altro Daniele è molto legato all’Arena perché <tanti anni fa debuttai a un Festivalbar con “Je so pazz” e dunque tornarci è sempre una emozione>. Attenzione perché sono minime le possibilità che dalla serata venga tratto un cd o un dvd dunque per chi non ci sarà l’unica possibilità per esserci sono le frequenze di Radio Italia che seguirà il live. Nel 2015 è invece atteso il nuovo disco di inediti che sarà un viaggio nella musica mediterranea, molto diverso da “La grande madre” del 2012. Chi ha avuto la fortuna di ascoltare qualcosa ne parla come un seguito ideale di “Medina”, ipnotizzante album del 2001. Ma prima una Arena che è…nera a metà.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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