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L’istinto e le stelle di Red Canzian

Stavolta Red Canzian gioca da solo. Una pausa dai Pooh, che nel 2015 celebrano i 50 anni di carriera, e un disco, L’istinto e le stelle, con 12 canzoni, un dvd e un libricino di oltre 70 pagine che raccontano la sua vita e si ascoltano e guardano con la passione con cui si legge un libro. Al suo fianco in questo viaggio la figlia Chiara, voce eccelsa, e il figlio Phil Mer, batterista di prima categoria. E poi la moglie Beatrice come angelo custode. Una canzone, Tutto si illumina, è firmata Ivano Fossati, un’altra, Per un attimo, Giuliano Sangiorgi.

Red Canzian

Red Canzian

Red Canzian come nasce il progetto?
Ho tradotto in musica le emozioni già esplorate nella mia autobiografia Ho visto 60 volte fiorire il calicanto pubblicata due anni fa.
Partenza?
Le origini della mia famiglia contadina, mio padre boxeur. La strada la avevo identificata, poi scrivendo con Miki Porru, poeta raffinato, è stato più semplice capire la direzione da seguire.
Si parla d’amore.
Ne ho parlato come ne parlo con mia moglie Beatrice, parlo della nostra quotidianità, di lei che mi scherza perché mi deve ripetere le cose due volte.
Ha voluto a fianco i suoi figli.
Lavorare con loro dispensa grandi emozioni, possono diventare custodi del tuo sogno.
Come hanno interagito?
Chiara ha partecipato ai cori e mi ha aiutato con i suoi giudizi. Phil ha suonato la batteria ed è stato determinante per gli arrangiamenti: mi hanno fatto sentire protetto
Poi c’è sua moglie…
La ho tenuta agli arresti domiciliari in montagna per oltre due mesi. Mi ha sostenuto, ha protetto il sogno in maniera straordinaria.
Si è commossa?
Soprattutto quando le ho cantato “Tu ci sei”: è molto attenta al valore della parola.
Cosa è oggi l’Elogio del silenzio?
Troppo spesso si perde la bellezza di chi ci sta davanti perché resta coperta dal rumore del mondo. Siamo noi che bruciamo gli alberi e soffochiamo le città.
Consiglio?
Iniziare le giornate col sorriso.
In Italia oggi si sorride poco: andarsene?
Ci ho pensato tante volte soprattutto in gioventù per le tragedie degli anni Settanta. E il pensiero è tornato in tempi più recenti quando ho visto tante aziende chiudere.
Perché non lo ha fatto?
Scappare non fa parte delle mie caratteristiche ma capisco chi è giovane che va a cercare qualcosa e lo cerca altrove.
Altri tempi…
Noi avevamo speranze diverse, la gittata del sogno era più lunga.
Chiudiamo con un aneddoto?
Ho mandato un sms a Giuliano Sangiorgi per chiedergli se mi scriveva un testo e gli ho inviato la musica. Ma lui non mi ha risposto.
Che ha pensato?
Che fosse impegnato col nuovo disco, che fosse negli Stati Uniti, che sarebbe arrivato un no.
Invece?
Dopo qualche ora arriva un sms lunghissimo, credevo mi spiegasse il suo rifiuto e invece era il esto: lo ha fatto in un paio d’ore, ascoltando la musica con le cuffie. Immenso!

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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