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L’Italia è un paese per Non Giovanni

Non Giovanni, alias Giovanni Santese, viene da Grottaglie e prende le distanze da chi cerca in tutti i modi di “diventare qualcuno” e lo racconta anche nel primo singolo estratto dell’album Ho deciso di restare in Italia, che è Io sarò famoso. Sarà tra i protagonisti del Medimex a Bari dal 30 ottobre all’1 novembre e noi lo abbiamo intervistato.

La cover di "Io sarò famoso"

La cover di “Io sarò famoso”

di Milly Abrusci

Ho deciso di restare in Italia oltre a essere il nome del disco e del secondo brano estratto, è anche una decisione che ha preso dopo aver vissuto all’estero?
In realtà no, non ho mai vissuto all’estero. Diciamo che c’era l’opzione di andar via ma ho deciso di rimanere in Italia perché avevo bisogno di un posto dove muovermi più agevolmente.
Cosa le mancherebbe di più dell’Italia?
Probabilmente la lingua, come scrivo anche nella canzone. Mi piace cantare nella mia lingua che amo e ad un pubblico italiano che possa capire realmente quello che dico.
Ha partecipato al concerto del I maggio a Taranto condividendo il palco con tanti artisti famosi come Caparezza e Fiorella Mannoia. Che effetto le ha fatto e com’è stato cantare davanti a un pubblico così vasto?
Un’emozione bellissima perché, essendo un progetto agli esordi il mio, è stato come catapultarmi a un livello di professionalità e anche a livello di pubblico, che non avevo mai toccato fino a quel momento. E poi è stata anche un’occasione unica e meravigliosa trovarsi davanti a così tanta gente.
Emozionato?
Non è semplice per chi fa musica da anni, figuriamoci per uno come me. E’ stata una bella sfida a livello artistico. Sono stato contento anche nel vedere il pubblico che batteva le mani anche per canzoni che non conosceva, come le mie per esempio.
Io sarò famoso è anche l’augurio che si fa?
In realtà no anzi, è una critica a chi cerca la celebrità ad ogni costo, magari anche facendo il sosia di qualcun altro come dico nel brano.
Le hanno detto davvero che somiglia a Nicolò Fabi, Max Gazzè e Battisti?
Sì sì, è la verità. Infatti la canzone è uno sfogo.
Però nel finale dice che vorrebbe assomigliare a Caparezza…qualche anno fa Cristicchi voleva essere come Biagio Antonacci e ha vinto poi Sanremo…
Sì, scherzando dico che se davvero dovessi scegliere a chi somigliare sceglierei Caparezza che stimo tantissimo.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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