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I Bari Jungle Brothers rappano rime, patate e cozze al Medimex

Reverendo, Walino, Torto, Ufo, Tony Ciklone e Max il Nano sono i Bari Jungle Brothers, un gruppo rap tutto made in Puglia che sarà presente al Medimex per presentare il loro primo e nuovissimo album, “Rime patate e cozze”. Abbiamo intervistato Reverendo che ci parla del progetto.

Bari Jungle Brothers

Bari Jungle Brothers (foto dal loro FaceBook)

di Milly Abrusci

Avete scelto lo stesso nome del gruppo musicale hip hop statunitense degli anni ’80.
Sì, è un richiamo a quel tipo di hip hop ma lo abbiamo scelto anche perché ci piace definirci “fratelli della giungla” ma di Bari.
Ognuno di voi ha un soprannome…
Nel rap è un costume di tutti gli mc’s presentarsi per quello che si è ma come persone nuove. E’ una sorta di auto battezzarsi e prendere una nuova identità con la quale giocare.
Mi parli di Rime patate e cozze?
Sono dieci canzoni scritte da noi in un progetto collettivo. Le dieci tracce rispecchiano le nostre diverse personalità e parlano della contemporaneità della nostra città e del meridione in generale. L’album analizza la propria terra di provenienza ma con occhi critici.
Rime patate e cozze è un richiamo ad uno dei piatti tipici baresi, riso patate e cozze.
Sì, assolutamente. Tra l’altro stiamo lavorando a un progetto live che dovrebbe prendere piede in estate ed è il tour di Rime patate e cozze che si chiamerà Apulia Rap&Food. Noi abbiamo intenzione di vendere merchandising sia commestibile che no.
Unica donna presente nel disco è Miss Fritty.
Lei vive a Londra pur essendo di Bari vecchia ed è una delle personalità più interessanti del panorama rap femminile. L’abbiamo voluta tutti quanti anche perché ci voleva un elemento femminile all’interno del disco.
Parteciperete al Medimex, che dobbiamo aspettarci?
Sì, siamo usciti pochi giorni fa con il nostro album che ha il sostegno di Puglia Sounds e prodotto da Goodfellas, la nostra etichetta romana che sarà presente. Siamo felici perchè partecipare al Medimex è anche un’occasione in più per farci conoscere. E’ un festival molto importante che si svolge nella nostra città.
Alcune delle vostre canzoni sono in dialetto. Non vi preoccupa il fatto che in molti possano non capirlo?
Sinceramente no anche perché Cime di rap ebbe un successo strepitoso nonostante fosse interamente in dialetto e poi crediamo che il messaggio sia capibile.
La musica italiana è nota nel mondo per la sua vocazione melodica ma, negli ultimi anni, sta prendendo piede il rap e l’hip hop. Qualcosa sta cambiando?
Forse sì. Fino a qualche anno fa chi faceva questo tipo di musica veniva visto come un marziano, oggi invece le più grosse cifre di vendite e download le fanno i gruppi rap in Italia e questo è un grande cambiamento e noi non possiamo che essere felici.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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