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Anastacia, il duetto con Kekko, il concerto, l’intervista

Un timbro inconfondibile, un concentrato di simpatia e una valanga di energia in appena 1,65 m. Anastacia è tornata in Italia e ieri sera ha inaugurato la parte italiana del Resurrection Tour 2014 con la prima tappa nel nostro paese al Fabrique di Milano, completamente sold out. La abbiamo incontrata e intervistata.

Anastacia con Kekko dei Modà

Anastacia con Kekko dei Modà

di Matteo Rossini

Il concerto è stato anticipato da un incontro in cui Anastacia ha annunciato il suo personalissimo regalo ai fan italiani: un duetto con Kekko Silvestre. Il leader dei Modà si è esibito sul palco del Fabrique, sia nel pomeriggio che durante la serata, sulle note di Lifeline/Luce per sempre, versione italo-inglese del secondo singolo estratto da Resurrection, l’ultimo album della cantante di Chicago. Il brano, una ballad sprock, così Anastacia descrive la sua musica, trova la forza nella perfetta alchimia tra le due voci degli artisti.

A Milano la cantante americana ha dato il via ai concerti italiani nel peggiore dei modi: completamente afona. Se però pensate che la serata sia stata annullata o che Anastacia non sia riuscita a tenere il palco, allora non la conoscete davvero. Anastacia ha preso in mano le redini della situazione e con grande fatica, e continue spruzzate di collutorio, ha terminato il concerto nella “peggiore condizione di salute mai avuta su un palco”, come detto dalla cantante stessa.

Anastacia e Kekko

Anastacia e Kekko

Nel pomeriggio Anastacia ha parlato del suo ultimo album e della collaborazione con Kekko. Li abbiamo intervistati.
Il suo nome significa resurrezione e ha scelto di chiamare l’album Resurrection vista anche la rinascita dopo tutto ciò che ha affrontato. Resurrection è anche un suo motto?
La vita ti può sorprendere e questa cosa è bellissima, devi accettare le cose improvvise, sempre con l’amore, perché così hai nuove prospettive per vedere la vita. Resurrection è solo un nuovo inizio, un nuovo modo di vedere le cose. Mai perdere la speranza, mai, mai, mai!
Ha detto che questo album è molto introspettivo, forse di più rispetto ai suoi lavori precedenti, è stato più difficile scriverlo?
In verità no, l’ho creato nello stesso modo in cui ho fatto gli altri album. Questo lavoro mi ha fatto riscoprire me stessa e la scrittura. Ci sono tante cose belle nella scrittura, amo aiutare le altre persone e mi piace farlo senza dover usare la parola “tette”. Non deve esserci per forza la parola “tette” per essere un testo di aiuto.
Com’è nata la collaborazione con Kekko?
Anastacia: Dillo tu, dillo tu.
Kekko: Allora, ci siamo incontrati ad Amici, a Roma, e ci siamo scontrati nella gara, lei ha cantato con Deborah Iurato, io con i Dear Jack. Finita la puntata, mi hanno detto che Anastacia voleva parlarmi e così sono andato nel suo camerino. All’inizio avevo molto paura, poi mi sono reso conto che lei è davvero una persona straordinaria. Quando sono entrato nel camerino mi ha riempito di complimenti, anche se all’inizio ho pensato che fossero falsi, come magari capita tra gli artisti, invece poi mi ha chiesto di scrivere qualcosa per lei, e mi sono trovato molto in difficoltà. Mi hanno detto di scrivere qualcosa in un mese, ma io ne ho chiesti subito due, volevo qualcosa di perfetto.
Anastacia: Non ho mai voluto cantare così tante frasi in italiano, in genere mi limitavo a una frase, ma con lui è stato diverso. Sentirlo cantare mi ha fatto appassionare.
Lei definisce la sua musica sprock
Anastacia: Sprock è il termine con cui definisco la mia musica. Cantanti come Pink, Kelly Clarkson e Laura Pausini sono in grado di cantare musica sprock. Questo mio album è completamente sprock e grazie a lui ho fatto un viaggio bellissimo in cui ho sentito gioia e felicità.
Kekko: Anastacia oltre a una cantante è anche un esempio per il mondo.
Anastacia: Noi lo dobbiamo essere per gli altri.
Nel 2005 duettò con Eros Ramazzotti e salì anche sul palco del Festival di Sanremo, questa collaborazione con Kekko continuerà?
Anastacia: Non è una parte di un progetto, c’è complicità, e quando ho lavorato con Eros mi sono sentita fortunata, e qui mi ricapita ancora, mi sento fortunata per la seconda volta. Su un’altra futura collaborazione chi lo sa, mai dire mai! Questa canzone è bella e ho scelto di condividerla con l’Italia, e poi lui è così talentuoso e fantastico che le sue canzoni ti conquistano. Sono una sua grande fan!”
Kekko: Per il futuro non so, in passato mi è capitato di collaborare più volte con alcuni artisti, come è successo con Francesco Renga, Jarabe de Palo ed Emma, quindi chi lo sa…sarebbe bello.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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