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Le donne “libere” di Deborah Iurato

Da “Amici” a Giovanna d’Arco al femminile. Deborah Iurato, (quasi) 23 anni di Modica, ha le idee chiare e dedica il suo primo disco alle donne: si intitola Libere e racconta tutto l’universo femminile. La ho incontrata e intervistata.

Deborah Iurato

Deborah Iurato

Dieci canzone per raccontare l’amore e l’universo femminile.
Un lavoro nato dopo l’estate e proceduto velocemente grazie alla complicità di Mario Lavezzi e Nicolò Fragile, dieci canzoni che raccontano l’universo femminile nel suo aspetto più intimo.
Si è avvalsa di autori importanti, ne cito solo qualcuno: Lorenzo Vizzini, Cheope, Bungaro, Fiorella Mannoia, Federica Abbate, Giulia Anania, Saverio Grandi…
In attesa di iniziare io a scrivere…si non mi sono negata nulla.
Neanche Sanremo?
E’ un obiettivo per tutti gli artisti, ma è prematuro parlarne. Sarei però bugiarda a dire che non lo sogno, è un palco che chiunque fa questo mestiere vorrebbe calpestare.
Libere nasce dopo l’estate.
Con Mario Lavezzi abbiamo lavorato sodo, io mi ero creata il film di questo album, lo ho visto nascere e ora lo sto vedendo uscire: per me è una cosa nuova, non avevo la consapevolezza di quanto fosse difficile lavorare un album, di quanti elementi devono combaciare perché il lavoro esca come lo desideri.
C’è un solo featuring ed è con Rocco Hunt in Sono molto buona.
Racconta di come due persone che si amano possano snaturarsi, di come si possa diventare vittima, consapevole, e carnefice, altrettanto consapevole. Ma che non riesce a redimersi.
Si lavora bene con Rocco?
E’ stato in primis un piacere: siamo coetanei e condividiamo la passione per la musica, è semplice ma determinato. Mi domando ancora adesso come ha fatto a immedesimarsi in me nel testo. Potrei davvero averla scritta io.
In questa stagione di femminicidi e violenze, discriminazioni e disoccupazione è rischiosa parlare di donne.
La parola Libere è la chiave dell’album: le poche esperienze avute, legate alla mia giovane età, mi hanno fatto diventare donna. Anche se ogni tanto torno bambina.
Invita a reagire, nel disco.
Perché talvolta non si sa come reagire ma serve la consapevolezza che la forza la abbiamo. Ci sono tante, troppe donne violentate soprattutto psicologicamente senza nulla togliere alla gravità di una violenza fisica.
Si sente una paladina delle donne?
No, sarei presuntuosa. Ma spero che la mia musica aiuti in qualche modo a crescere.
Canta anche l’amore bello, però.
Noi donne siamo sognatrici, ci piace l’amore platonico, ci piace quello passionale ma ci piace anche sognare un amore che non si trova neanche tra le stelle.
Cosa è la quotidianità di coppia?
Tanta vita sociale ma poi quando si è da soli deve esserci una alchimia. Altrimenti incontriamo una coppia che si distrugge.
Quando un disco scritto da lei?
Spero presto, non ho una data anche se chi fino a oggi chi li ha firmati ha centrato ogni mio sentimento.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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